Scontro diplomatico Roma-Washington: Trump attacca Meloni, Tajani annulla il viaggio negli Stati Uniti

Scontro diplomatico Roma-Washington: Trump attacca Meloni, Tajani annulla il viaggio negli Stati Uniti
Scontro diplomatico Roma-Washington: Trump attacca Meloni, Tajani annulla il viaggio negli Stati Uniti
· 4 min di lettura ·

di Francesco Giuliani

Una telefonata televisiva accende una durissima crisi diplomatica sull’asse tra Roma e Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollevato un polverone internazionale durante un intervento a L’Aria che tira su La7, dichiarando che la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, lo avrebbe implorato per avere uno scatto insieme a margine del recente vertice del G7 di Evian. Le parole del tycoon, pronunciate in un colloquio telefonico con il giornalista Daniele Compatangelo, sono state nette: “She begged me for a picture! She wanted a picture with me so badly. I would haven’t done it, but I felt sorry for her!”. Nella traduzione diffusa dall’emittente, il concetto è diventato un dirompente: “Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”.

La reazione del governo italiano è stata immediata e durissima, trasformando l’episodio in un caso politico che ha spinto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ad annullare ufficialmente la sua missione istituzionale a Miami, dove avrebbe dovuto incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio.

La replica di Meloni: “L’Italia non supplica mai”

La risposta della premier italiana non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i canali social ufficiali. Giorgia Meloni si è detta allibita dalle dichiarazioni dell’alleato americano, definendole totalmente inventate. “Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade”, ha contrattaccato la presidente del Consiglio, sottolineando con amarezza come il leader statunitense non dimostri la stessa fermezza nei confronti dei nemici storici dell’Occidente, verso i quali si sarebbe dimostrato in più occasioni ben più accondiscendente. La premier ha poi concluso il suo intervento con una rivendicazione di orgoglio nazionale: “Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.

Subito dopo lo sfogo, Meloni ha lasciato Bruxelles, dove si trovava per i lavori del Consiglio europeo, decidendo di saltare il consueto punto stampa finale con i giornalisti.

Tajani cancella la missione a Miami e scatta la solidarietà bipartisan

Il caso ha provocato un immediato terremoto all’interno dell’esecutivo. Il vicepremier Antonio Tajani ha affidato a una nota su X la decisione di cancellare il viaggio negli Stati Uniti, previsto per il 21 e 22 giugno in occasione del Business Forum Italia-Usa. “Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia”, ha dichiarato il capo della Farnesina per giustificare lo stop ai diplomatici.

Nel frattempo, una vastissima rete di solidarietà istituzionale si è stretta attorno alla premier. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha telefonato personalmente a Meloni per esprimerle vicinanza. Messaggi di supporto sono arrivati dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e dal ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale ha parlato di una grave caduta di stile che danneggia l’intera alleanza occidentale. Anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, ha blindato la coalizione affermando che un attacco alla premier equivale a un attacco a tutto il governo.

A sorpresa, il fronte difensivo ha superato i confini nazionali ed europei. A Bruxelles, sia il presidente francese Emmanuel Macron che il premier spagnolo Pedro Sanchez hanno espresso pubblicamente e privatamente il loro sostegno a Meloni, condannando l’uscita del presidente americano.

Le opposizioni si dividono tra difesa dell’onore e attacchi politici

Il mondo della politica italiana si è spaccato nell’analizzare le conseguenze del duro scontro. Se da una parte esponenti del Partito Democratico come Filippo Sensi e Lia Quartapelle, insieme al leader di Azione Carlo Calenda, hanno espresso netta solidarietà alla premier respingendo gli insulti in quanto lesivi dell’onore nazionale, dall’altra non sono mancate dure critiche alla gestione della politica estera di palazzo Chigi.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, pur ritenendo inaccettabili i toni usati da un Paese alleato, ha invitato a una profonda riflessione sulla postura internazionale dell’Italia, criticando la continua rincorsa a foto e palcoscenici che rischia di mortificare la credibilità del Paese. Toni decisamente più duri sono arrivati dai canali ufficiali del movimento e da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di una totale subalternità diplomatica della premier nei confronti di Washington, chiedendo apertamente le dimissioni della guida del governo per la figuraccia internazionale rimediata dall’Italia.

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Collaboratore del portale informativo Unita.tv.

Altri articoli di Francesco Giuliani →