Il mondo della salute sta affrontando una trasformazione profonda grazie all’intelligenza artificiale e alle terapie digitali . Questi strumenti stanno modificando non solo il modo di curare, ma anche le relazioni tra medici, pazienti e industria. Nel 2025, in Italia, l’adozione dell’AI cresce rapidamente, accompagnata da un interesse istituzionale verso l’inserimento normativo e finanziario delle terapie digitali. Un recente convegno organizzato dal Politecnico di Milano ha tracciato i contorni di questa evoluzione, coinvolgendo aziende farmaceutiche, medtech, esperti e rappresentanti parlamentari.
L’intelligenza artificiale nelle scienze della vita: impiego e diffusione in Italia
L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante dei processi in campo farmaceutico e sanitario. Il 90% delle aziende considera l’AI essenziale per coinvolgere meglio i professionisti della salute. Più della metà la usa per creare nuovi prodotti, mentre quasi la metà la applica per migliorare le sperimentazioni cliniche. Nel 2025 si registra un aumento rilevante dell’uso di app AI: oltre 18,5 milioni di download e un incremento del 76% del tempo speso su queste applicazioni rispetto all’anno precedente, segno di una crescente penetrazione anche tra medici e operatori sanitari.
Le imprese adottano strumenti sia di AI generale come ChatGPT o Copilot , sia soluzioni basate su dati proprietari . Questo consente di velocizzare l’analisi di pubblicazioni scientifiche e documenti tecnici, attività ormai diffuse in otto aziende su dieci del farmaceutico. L’uso di AI si estende alla scoperta di nuovi farmaci, alla gestione interna degli ospedali e al monitoraggio di sicurezza attraverso tecniche di analisi dati e linguaggio naturale .
Medici e specialisti mostrano apertura verso l’impiego diretto di tecnologie intelligenti. Circa la metà è pronta a prescrivere terapie digitali se fossero disponibili, mentre una quota significativa ha già consigliato app su salute e monitoraggio clinico. Questo indica un cambiamento culturale che vede l’AI non solo come strumento di supporto, ma anche come componente attiva nel percorso terapeutico e di gestione del paziente.
Crescita e diffusione delle terapie digitali: numeri, applicazioni e interesse medico
Le terapie digitali rappresentano un tipo di trattamento che utilizza software per prevenire, curare o gestire malattie. Nel 2025 sono attive a livello globale circa 112 DTx, con particolare attenzione a settori come salute mentale , endocrinologia , reumatologia e neurologia . La loro presenza crescente cambia il modo in cui si rapportano medici e pazienti, abbracciando un approccio più personalizzato e continuo.
In Italia, il 41% dei medici di medicina generale e il 33% degli specialisti hanno suggerito ai propri pazienti applicazioni per il monitoraggio dei parametri clinici. Inoltre, un numero più contenuto, ma ancora significativo, ha raccomandato app dedicate al miglioramento dello stile di vita . Questi dati indicano una reale apertura nei professionisti verso l’utilizzo di strumenti digitali durante la pratica clinica quotidiana.
Questa espansione richiede, però, una solida base normativa e infrastrutturale. La possibilità di prescrivere e rimborsare le DTx rappresenta ancora una sfida da affrontare per assicurare l’effettivo accesso ai pazienti e l’integrazione nei percorsi di cura, superando la mera disponibilità tecnologica.
Approvazione parlamentare e strategia italiana sulle terapie digitali
Il 2 luglio 2025 la Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato un testo unificato sulle terapie digitali, nato da un accordo bipartisan. Questo passo legislativo punta a regolare l’ambito delle DTx, favorendo la sperimentazione e la definizione di finanziamenti dedicati. Simona Loizzo, presidente del Gruppo interparlamentare sulla sanità digitale e relatrice del provvedimento, ha indicato che il testo affronterà successivamente la valutazione da parte di un Comitato tecnico presso il Ministero della Salute prima di arrivare in Aula entro fine anno.
L’obiettivo è definire basi normative capaci di riconoscere e rimborsare le terapie digitali già dal 2026. La proposta include la creazione di un fondo sperimentale da 50 milioni di euro annui per tre anni, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo fondo dovrebbe sostenere un hub nazionale in cui operino fondazioni, università e startup, facilitando così la ricerca e la validazione clinica delle DTx.
Il Comitato tecnico, composto da 14 membri con rappresentanti dell’AIFA, ISS, Agenas e Ordine dei Medici e Farmacisti, prevede anche la presenza di due rappresentanti delle associazioni dei pazienti esperti nel campo digitale. Questa scelta segna un’attenzione esplicita al coinvolgimento diretto degli utenti nell’evoluzione della sanità digitale italiana.
Le sfide operative e normative nel percorso di integrazione delle terapie digitali nel ssn
Nonostante i progressi, le terapie digitali incontrano ancora ostacoli alla diffusione nei percorsi di cura. Valeria Glorioso, direttrice del Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, indica che la difficoltà maggiore non risiede nella mancanza di normative di base, ma nella difficoltà a inserire le DTx nell’organizzazione e nei finanziamenti del Servizio Sanitario Nazionale.
Fattori limitanti sono l’aggiornamento dei nomenclatori e dei tariffari, l’assenza di un proprio percorso di valutazione HTA dedicata e la mancata inclusione chiara nei Livelli Essenziali di Assistenza . Glorioso sottolinea l’esigenza di sviluppare norme precise, che evitino definizioni confuse come “principio attivo digitale” che rischiano di assimilare le terapie digitali ai farmaci tradizionali. Serve un sistema di valutazione e rimborso chiaro e accessibile che tenga conto delle caratteristiche specifiche delle DTx.
Una parte fondamentale consiste nella formazione degli addetti ai lavori. Clinici, farmacisti, ingegneri clinici e direttori sanitari devono acquisire conoscenze specifiche sull’utilizzo, la gestione dell’aderenza e l’interpretazione dei dati prodotti dalle terapie digitali. L’investimento nella formazione è considerato indispensabile per far comprendere la logica di queste tecnologie e assicurare una loro integrazione effettiva.
Esempi internazionali e proposte per favorire il procurement delle terapie digitali
Sul fronte dell’accesso e della sperimentazione, si guarda a modelli esteri per trovare ispirazioni pratiche. In Germania, il sistema prevede un accesso condizionato alle terapie digitali con raccolta dati dopo l’immissione sul mercato. Questo approccio consente di accelerare l’adozione in sicurezza, garantendo valutazioni reali sull’efficacia e sui rischi.
In Italia, invece, la normativa richiede due studi clinici di alta qualità per l’inserimento delle DTx nei LEA, cosa che può risultare molto complessa per start-up o per tecnologie a basso rischio. Le difficoltà economiche e logistiche rischiano di limitare la diffusione e l’innovazione in questo campo, rallentando l’inclusione delle DTx nei servizi sanitari.
L’appello degli operatori è chiaro: le tecnologie sono sul tavolo, pronte per essere usate. Ora il sistema sanitario deve adattarsi con regole più chiare, percorsi di valutazione coerenti e più formazione, così da rendere le terapie digitali strumenti di cura realmente accessibili e uguali per tutti i cittadini del Servizio Sanitario Nazionale.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Serena Fontana