La vicenda che ha coinvolto le nuotatrici italiane Benedetta Pilato e Chiara Tarantino durante un viaggio internazionale ha acceso un dibattito acceso nel mondo del nuoto azzurro. Si parla molto di quale esempio debbano offrire gli atleti olimpici. Novella Calligaris, medaglia d’argento a Monaco ’72 e prima italiana a salire sul podio olimpico nel nuoto, invita però a non fermarsi al clamore del momento e a guardare più in profondità, anche oltre lo sport.
Pilato e Tarantino, il caso che scuote il nuoto italiano
Al centro della bufera ci sono Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, finite sotto indagine per un presunto furto al duty free dell’aeroporto di Singapore, al rientro dai Mondiali 2025. Pilato ha collaborato con le autorità e ha chiarito di essere stata parte lesa, mentre Tarantino, che fa parte delle Fiamme Gialle, si è fatta da parte dai social, alimentando dubbi e polemiche. Proprio il fatto che Tarantino appartenga al gruppo sportivo della Guardia di Finanza aggiunge un peso in più: ci si aspetta da lei un comportamento all’altezza di un codice etico molto rigido.
La vicenda ha fatto molto rumore sui media e tra il pubblico, mettendo in discussione l’immagine della squadra italiana di nuoto. Le divergenze tra le due atlete e la mancanza di una versione chiara e definitiva dell’accaduto hanno scatenato discussioni anche tra gli addetti ai lavori, creando un clima di disagio. Federazione Italiana Nuoto e Fiamme Gialle stanno valutando eventuali sanzioni, mentre la pressione mediatica su Pilato e Tarantino non si placa.
Calligaris: “È stata una bravata, ma non è il vero problema”
In un’intervista all’ANSA, Novella Calligaris definisce quanto successo “una stupida bravata”. Sottolinea come certi comportamenti non siano degni dell’esempio che gli atleti olimpici dovrebbero dare. Ma per lei la vicenda è stata ingigantita più del dovuto rispetto alla reale gravità. Ricorda che in Italia ci sono problemi ben più seri, come furti e corruzione che spesso restano impuniti o non ricevono attenzione.
Critica anche la scelta di Tarantino di sparire dai social: “Non aiuta a fare chiarezza”, dice. Essere parte delle Fiamme Gialle significa rispettare un codice di condotta molto severo e quindi una responsabilità maggiore rispetto alle altre atlete. Calligaris ammette di non conoscere tutti i dettagli, ma ritiene “la cosa più grave” il fatto che le due atlete si accusino a vicenda.
Sport, errori e responsabilità: uno sguardo al passato e al futuro
Calligaris ricorda che, pur avendo un certo impatto, episodi del genere non sono del tutto nuovi nel percorso di giovani sportivi. Ai suoi tempi anche il gruppo di atleti commetteva errori, “stupide cavolate” pure quelle, ma con dinamiche diverse. Confrontare passato e presente aiuta a capire quanto oggi certi fatti siano amplificati dai media e dal pubblico.
L’ex campionessa sottolinea che questa bravata lascerà un segno nel nuoto italiano, soprattutto in un movimento che punta a costruire serietà e una buona immagine in vista dei grandi eventi internazionali. La vicenda ha aperto una riflessione su come bilanciare il controllo dell’immagine pubblica con l’umanità degli sportivi. E mette in luce le difficoltà di media, pubblico e federazioni nel gestire crisi comportamentali quando riguardano volti noti.
Calligaris invita a vedere la storia in un quadro più ampio, senza dimenticare quanto sia importante la crescita personale e professionale degli atleti, dentro e fuori dalla vasca. Rimane, sullo sfondo, la responsabilità di chi rappresenta lo sport italiano nel mondo e l’impatto che il loro comportamento può avere sull’immagine del Paese.
Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Andrea Ricci