I Mondiali 2026 apriranno le porte ai tifosi di tutte le nazioni qualificate in Canada, Messico e USA

Mondiali 2026: tifosi di tutte le nazioni accolti in Canada, Messico e USA. - Unita.tv

Elisa Romano

31 Agosto 2025

La Coppa del Mondo FIFA del 2026 si prepara a essere la più grande di sempre. Un evento che coinvolgerà ben 48 squadre, 104 partite e più di sei milioni di spettatori. Si svolgerà in tre paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha confermato che i tifosi delle nazioni qualificate potranno assistere liberamente alle gare. Questo torneo segna un nuovo capitolo per il calcio globale sotto diversi punti di vista, dal numero di partecipanti all’esperienza con i tifosi. Il confronto con i governi coinvolti e le procedure per i visti sono al centro delle attenzioni per facilitare l’accesso all’evento.

Gianni Infantino conferma accoglienza globale per i tifosi dei Mondiali 2026

Durante una conferenza stampa a Nairobi, in Kenya, Gianni Infantino ha chiarito diversi punti riguardo alla partecipazione dei tifosi stranieri al torneo. Il presidente della FIFA ha voluto dissipare dubbi e malintesi che circolano, assicurando che i tifosi di tutte le nazioni qualificate saranno accolti senza restrizioni particolari. Infantino ha richiamato l’esperienza del Mondiale per club tenutosi negli Stati Uniti, dove sono arrivati seguaci da 164 paesi senza disagi rilevanti. La predisposizione di procedure agevoli per il rilascio dei visti è uno dei pilastri dell’organizzazione attuale.

L’impegno della FIFA coinvolge un dialogo diretto con i governi ospitanti per snellire le pratiche burocratiche. Infantino ha affermato che “si sta lavorando per trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e facilità di ingresso nei tre paesi, col fine di garantire che chi si qualifica possa contare sul sostegno dei propri tifosi.” Le nazioni organizzatrici sono pronte a supportare questo flusso di visitatori, senza mettere ostacoli che potrebbero limitare la partecipazione popolare.

Le tre nazioni ospitanti e il coordinamento per le procedure di ingresso dei tifosi

Per la prima volta nella storia, il Mondiale si svolge su tre territori: Canada, Messico e Stati Uniti. Undici delle sedici città ospitanti si trovano negli Stati Uniti, il che farà dei loro stadi la destinazione di gran parte dei visitatori. La presenza così diffusa richiede un’organizzazione precisa soprattutto sulle normative di immigrazione e trasporto. Infantino ha menzionato incontri recenti, tra cui quello con la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, per allineare gli sforzi in vista del torneo.

Con le autorità americane è in corso un confronto finalizzato a rendere più veloce il processo di ingresso per i tifosi esteri. Negli anni passati, alcune procedure hanno creato dettagliate difficoltà, ma questa volta l’intenzione è di evitare intoppi. L’obiettivo dichiarato è rendere fluido il viaggio per i seguaci, così da non perdere l’occasione di vedere la propria squadra dal vivo in uno degli eventi sportivi più attesi del decennio.

Analogamente, Canada e Messico stanno predisponendo misure per fornire accoglienza e assistenza adeguata. Si prevede quindi un lavoro coordinato tra le diverse sedi di gara, che contribuirà a gestire al meglio l’enorme afflusso di persone atteso per l’evento.

Modalità di accesso e visibilità per le federazioni africane e paesi emergenti nei Mondiali

Il torneo del 2026 allargherà a 48 il numero delle squadre partecipanti, un salto significativo rispetto alle 32 precedenti. Questa espansione offre nuove opportunità soprattutto per federazioni che finora non hanno mai varcato la soglia dei Mondiali. Ad oggi, ben 41 delle 54 federazioni africane affiliate alla FIFA non hanno mai preso parte a questa competizione.

La riforma punta quindi a includere paesi meno rappresentati nel grande palcoscenico mondiale. Questo cambiamento mira a dare a nazioni che hanno spesso lottato per qualificarsi una chance concreta di esprimersi e farsi conoscere attraverso il calcio.

Infantino ha sottolineato come questo aspetto non serva solo a ingrandire il torneo dal punto di vista numerico. L’obiettivo è creare una risonanza globale, coinvolgendo circa sei miliardi di persone nel mondo. L’iniziativa tende a collegare culture diverse intorno a un evento che si propone come strumento di unione e di festa mondiale.

L’evento sportivo più grande nella storia del calcio e gli sforzi dietro le quinte

L’edizione 2026 del Mondiale sarà memorabile per scale e numeri. Con 104 match da disputare, divisi tra tre paesi, la manifestazione supera ogni precedente in termini di portata organizzativa e pubblico atteso. Il sorteggio dei gironi si terrà il 5 dicembre 2025 al Kennedy Center negli Stati Uniti, momento che inaugurerà ufficialmente la fase finale della competizione.

Prepararsi a questo evento richiede mesi di lavoro tra FIFA e autorità locali in materia di sicurezza, trasporti, alloggi e servizi di vario genere. La collaborazione tra enti governativi e organizzatori punta a garantire un’esperienza senza complicazioni per tutti: dalle squadre ai tifosi, dagli addetti ai lavori ai semplici appassionati.

Anche la gestione dei flussi migratori per l’accesso agli stadi è una tra le priorità. Le lezioni apprese in occasioni passate come il Mondiale per club hanno fornito indicazioni importanti per migliorare la gestione delle procedure di entrata, anticipando possibili problemi. Questo lavoro si svolge parallelamente all’allestimento delle infrastrutture e al coordinamento logistico necessario per un evento di simile portata.

Il torneo in arrivo esprime quindi un progetto complesso ma ambizioso che coinvolge tutto il mondo del calcio. Gianni Infantino e la FIFA si impegnano a fare in modo che i tifosi, soprattutto quelli delle nazioni qualificate, non solo possano partecipare con facilità, ma anche vivere un’esperienza intensa e senza ostacoli burocratici.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Elisa Romano