The Brutalist, il film premiato di Brady Corbet: dramma su memoria e architettura arriva su Sky Cinema Uno

The Brutalist, il dramma premiato di Brady Corbet sulla memoria e l’architettura, arriva su Sky - Unita.tv

Matteo Bernardi

29 Agosto 2025

Il 29 agosto Sky Cinema Uno trasmette in prima tv il film “The Brutalist” di Brady Corbet, vincitore del Leone d’Argento a Venezia 2024, oltre a tre Golden Globes e tre Premi Oscar. Il lungometraggio racconta la storia intensa dell’architetto László Tóth, un sopravvissuto all’Olocausto, e intreccia riflessioni sulla memoria, l’identità e il movimento architettonico brutalista. Disponibile anche sulla piattaforma NOW e in 4K on demand, il film propone un ritratto profondo e visivamente ricco, capace di coinvolgere il pubblico italiano.

Il successo di The Brutalist alla mostra del cinema di venezia 2024 e oltre

Presentato in anteprima durante la 81esima Mostra del Cinema di Venezia, “The Brutalist” ha subito attirato l’attenzione per la regia di Brady Corbet, che si è aggiudicato il Leone d’Argento per la migliore regia. Sullo stesso palco Adrien Brody ha conquistato il pubblico con la sua interpretazione di László Tóth, un ruolo premiato con il Golden Globe e l’Oscar come miglior attore protagonista. Il film ha raccolto altri due Oscar per la miglior fotografia e colonna sonora, complimenti al valore artistico e alla cura estetica del progetto.

Il lungometraggio è uno dei riferimenti più importanti del cinema indipendente americano recente, grazie anche alla sua lunga durata di oltre tre ore e mezza e all’uso di tecniche come il VistaVision e il 70mm, che accentuano l’impatto visivo delle immagini. La pellicola offre uno sguardo intimo sulla vita personale di Tóth ma, al tempo stesso, amplia il racconto verso temi collettivi legati a memoria e identità, risultando forte e attuale.

La storia di László Tóth, architetto sopravvissuto e ricostruzione americana

Il film narra la vicenda di László Tóth, architetto ebreo ungherese che riesce a sopravvivere a Buchenwald, uno dei campi di concentramento più terribili della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la Liberazione attraversa l’oceano per trasferirsi in Pennsylvania, negli Stati Uniti, con l’obiettivo di ricostruire la propria esistenza e dare un senso alla traiettoria segnata dalla guerra e dalla persecuzione.

Non solo un racconto personale, ma soprattutto il ritratto di un uomo che, tramite la sua professione, cerca di incidere nella società americana del secondo Novecento. Nel film si vedono chiaramente le sfide che affronta: la costruzione di nuove amicizie, i compromessi che si devono accettare per sopravvivere nel mondo del lavoro, e le difficoltà di integrare il proprio passato con una nuova identità.

La figura di Tóth nel film si ispira a personaggi storici dell’architettura brutalista come Louis Kahn e Marcel Breuer. L’architettura non è solo sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione, simboleggiando la volontà di ricostruzione e cambiamento dopo una crisi enorme.

Il brutalismo: tra stile architettonico e metafora di rinascita

Il titolo del film rimanda al brutalismo, lo stile architettonico nato nel dopoguerra e caratterizzato da linee solide e materiali grezzi, spesso cemento a vista. Il movimento si configurò come risposta concreta alla necessità di ricostruire e rifondare un’architettura in grado di esprimere forza e autenticità.

Nel film questo stile diventa metafora visiva della ricostruzione personale di László e di una cultura segnata da ferite profonde. Le geometrie nette e i volumi massicci riflettono un passato non dimenticato, ma elaborato attraverso l’arte e il lavoro.

L’aspetto visivo è particolarmente curato, con l’uso di formati tradizionali come il 70mm che restituiscono la massa dei materiali e la monumentalità delle costruzioni. La pellicola crea così una doppia esperienza: il dramma umano si intreccia a un racconto artistico, offrendo un viaggio che tocca la storia personale e quella culturale del XX secolo.

Il cast del film: Adrien brody protagonista con un ensemble di interpreti di rilievo

Adrien Brody domina la scena interpretando László Tóth, un ruolo che gli ha valso riconoscimenti internazionali e conferme di grande intensità interpretativa. A fianco a lui, il film schiera attori come Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn e Alessandro Nivola, che arricchiscono il racconto con ruoli capaci di esplorare diverse sfaccettature emotive.

Il cast femminile include Raffey Cassidy e Stacy Martin, mentre Isaach De Bankholé completa l’ensemble. La capacità degli attori di passare da momenti di fragilità a espressioni di forza conferisce spessore a una storia che si apre tra luci e ombre.

Le dinamiche tra i personaggi sottolineano i compromessi e le tensioni di una vita segnata da scelte difficili, ma anche la tenacia nel mantenere la propria integrità di fronte alle trasformazioni sociali e culturali dell’America del dopoguerra.

Il progetto “film da leoni” e la celebrazione del cinema di Venezia su Sky cinema

“The Brutalist” entra a far parte della rassegna “Film da Leoni” promossa da Sky Cinema, in occasione della Mostra di Venezia 2025. Il calendario comprende pellicole che hanno segnato la storia del festival, proporendo titoli come “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, “Priscilla” di Sofia Coppola e “Povere Creature!” di Yorgos Lanthimos, vincitore del Leone d’Oro 2023.

Questa iniziativa mette a disposizione del pubblico esempi fondamentali del cinema d’autore, offrendo un’occasione per riscoprire o conoscere film che hanno contribuito a definire le tendenze e i temi della settima arte nel tempo.

La presenza di “The Brutalist” nell’elenco aggiunge un tassello importante, segnalando come il lavoro di Brady Corbet raccolga consensi e premi e si imponga come un riferimento del cinema contemporaneo, ripreso ora da un pubblico più ampio grazie alla diffusione su Sky Cinema e NOW.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Matteo Bernardi