Luca Guadagnino torna con After The Hunt: un thriller che scava tra accuse e privilegi nella società di oggi

Luca Guadagnino esplora tensioni sociali nel thriller After The Hunt. - Unita.tv

Andrea Ricci

29 Agosto 2025

Luca Guadagnino, regista italiano noto per la sua cura visiva, torna con After the Hunt, in uscita il 16 ottobre 2025, dopo la presentazione fuori concorso a Venezia 82. Al centro della storia c’è Julia Roberts, che interpreta Alma, una professoressa di filosofia a Yale alle prese con accuse di abuso sessuale e le tensioni legate al potere. Il film richiama lo stile e la profondità di Woody Allen, mettendo a nudo le contraddizioni tra generazione Z e boomer, soprattutto in ambito universitario e sociale.

After the Hunt e il richiamo a Woody Allen: jazz, font iconici e temi scomodi

Lo stile Allen si sente fin dai primi fotogrammi: il font Windsor Light Condensed e la colonna sonora jazz sono un chiaro omaggio al regista newyorkese. Guadagnino e la sua sceneggiatrice esordiente, Nora Garrett, non si limitano all’estetica, ma affrontano temi delicati senza giri di parole. Il film va dritto al cuore delle controversie che negli ultimi anni hanno infiammato il dibattito pubblico, come le accuse di molestie e il peso del politicamente corretto nelle università.

Il mondo in cui si muovono i personaggi è una lente sui privilegi: Ivy League, case di lusso, rapporti sociali regolati dal denaro e dal potere culturale. Alma, interpretata da Julia Roberts, è una figura centrale, rispettata ma intrappolata in un gioco di bugie e mezze verità. Attorno a lei ruotano il marito psichiatra Frederik , il collega Hank e la giovane studentessa Maggie , ciascuno con le proprie ambizioni e lotte di potere.

Accuse e potere accademico: il cuore del conflitto

La storia si sviluppa in una spirale di tensioni. Hank scopre un segreto che potrebbe mettere in crisi l’immagine di Alma, mentre Maggie la accusa di cose gravi, trascinando Alma in mezzo a due schieramenti contrapposti. Tutti si muovono in una specie di gabbia dorata, dove l’indignazione serve più a guadagnare consenso che a difendere valori autentici.

Il film affronta senza mezzi termini il tema #MeToo e le crisi scatenate dalle accuse nel mondo accademico. Guadagnino mostra come, dietro l’apparenza di giustizia sociale, spesso si celino interessi personali e una morale presuntuosa. L’università, con il suo potere ed esclusività, diventa il teatro dove si svelano fragilità umane senza filtri, senza eroi o colpevoli. Un quadro attuale e provocatorio, che invita a riflettere sulle responsabilità individuali e collettive nelle vicende di molestie.

Generazioni a confronto: tra Gen Z, boomer e ipocrisie condivise

Un momento chiave è il confronto tra Hank e Maggie durante una cena a casa di Alma: un faccia a faccia che riassume la tensione tra generazioni e visioni del mondo. Hank si chiede quando sia diventato “peccato” offendere qualcuno, mentre Maggie – giovane nera, gay e figlia adottiva di una famiglia benestante – contesta la percezione del “maschio bianco etero cis” come figura ormai superata.

Maggie incarna una generazione che usa l’indignazione come arma, protetta dal suo status e dal peso della sua famiglia. Guadagnino smaschera così l’intreccio tra privilegio economico e battaglie morali. Dall’altra parte, la generazione di Alma è spesso legata a compromessi con vecchie strutture di potere. Hank, poi, rappresenta il lato ambiguo del potere intellettuale: arrogante e manipolatore nei confronti delle studentesse.

Nel film non ci sono eroi o cattivi netti. Tutti i personaggi mostrano fragilità e difficoltà a restare fedeli a se stessi, costruendo muri di menzogne per nascondere insicurezze. Guadagnino mette in luce la complessità umana, senza intellettualismi, mostrando persone comuni, imperfette.

Un cast che regge un racconto intenso ma a tratti incerto

Il cast di After the Hunt tiene a galla un racconto fatto di dialoghi serrati e situazioni cariche di tensione. Julia Roberts è intensa nel mostrare la trasformazione psicologica e fisica di Alma, una delle parti più riuscite del film. Il suo ruolo è stato spesso paragonato a quello di Cate Blanchett in Blue Jasmine, per la discesa personale e morale.

Andrew Garfield dà vita a Hank con una doppiezza inquietante, mentre Michael Stuhlbarg, nel ruolo del marito Frederik, offre un volto rassicurante e razionale. Ayo Edebiri, nota per The Bear, conferma il suo talento interpretando Maggie con grande profondità.

La sceneggiatura di Nora Garrett però non sempre riesce a tenere il passo con le questioni affrontate, dando a tratti l’impressione di cadere in una sorta di lezioncina sul “politicamente corretto”. La regia di Guadagnino e la colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross contribuiscono a costruire un’atmosfera coinvolgente, recuperando quei momenti in cui il testo perde forza.

After the Hunt, uno specchio della società divisa e del privilegio

Il film mette sotto i riflettori il tema del privilegio economico e sociale. Nonostante i difetti morali, i protagonisti restano aggrappati a una rete di potere che li protegge, facendoli sempre ricadere in piedi. Guadagnino sottolinea come la vera discriminazione sia legata alla mancanza di mezzi, più che a questioni di identità o ideali.

La tensione tra classi sociali, la critica a una morale pubblica apparentemente perfetta e lo svelamento di ipocrisie compongono un racconto severo e realistico. Guadagnino fotografa senza sconti chi si crede in diritto di tutto, offrendo uno sguardo lucido sulle contraddizioni della società americana di oggi e sulle derive del giustizialismo mediatico.

After the Hunt è un film da vedere per chi cerca un racconto cinematografico attento alle dinamiche di potere e alle relazioni umane in ambienti dove conta più l’apparenza che la verità.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Andrea Ricci