Il film “Il Maestro” di Andrea Di Stefano, presentato fuori concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia nel 2025, porta sullo schermo una storia capace di toccare temi umani profondi attraverso la metafora del tennis. La pellicola racconta il rapporto tra Raul Gatti, un ex tennista decaduto, e Felice, un ragazzo di tredici anni con aspirazioni sportive. Le immagini degli allenamenti, dei viaggi da Roma fino alle coste marchigiane, diventano lo sfondo per una riflessione sulla sconfitta e sulla crescita personale. Con Pierfrancesco Favino protagonista, questa opera si pone come ideale recupero della commedia all’italiana, mettendo in luce il valore delle piccole vittorie vissute lontano dai riflettori.
La genesi del maestro, dalla sceneggiatura agli spostamenti sul territorio
Il soggetto de “Il Maestro” nasce da un lavoro di scrittura iniziato nel 2005, quando Andrea Di Stefano e Ludovica Rampoldi stesero una prima bozza di sceneggiatura. Questo lungo arco temporale ha permesso di approfondire le dinamiche tra i personaggi e la scelta di fare del tennis la metafora centrale. Il film è stato girato tra ottobre e novembre del 2024, in diverse località italiane che compongono un itinerario da Roma a Formia, Gaeta, San Benedetto e Grottammare. Questi luoghi non sono soltanto scenari, ma spazi che riflettono i cambiamenti interiori dei protagonisti e rappresentano la quotidianità di chi affronta sfide personali fuori dal clamore. Una troupe di circa novanta persone ha seguito le riprese, segno dell’attenzione produttiva rivolta a questo progetto che unisce narrazione sportiva e dimensione emotiva.
Pierfrancesco Favino e il ritratto di Raul Gatti, un ex campione fuori dal podio
Nel ruolo di Raul Gatti, Pierfrancesco Favino offre un’interpretazione intensa e misurata, definita già tra le più significative della sua carriera, paragonabile a quella presentata in “Il Traditore”. Gatti è un personaggio complesso: ex campione di tennis ridotto a una versione scalcinata di sé stesso, vestito con Stan Smith consumate, che accetta un ruolo da insegnante non convenzionale per un giovane ragazzo di tredici anni, Felice. La performance di Favino porta al centro il concetto di fallibilità e accettazione personale, sottraendo valore all’ossessione del successo e della vittoria a ogni costo. Racconta infatti come si possa vivere una vita significativa senza essere necessariamente “numero uno”. Il confronto tra i due personaggi rappresenta un equilibrio fragile tra sogni infranti e speranze affidate a un futuro incerto.
L’eroismo della sconfitta e la rinascita dalla caduta nel cinema italiano contemporaneo
“Il Maestro” si pone come un film che celebra quel che si può definire “l’eroismo del fallimento”. La storia avvolge lo spettatore in un percorso che oscilla tra momenti di lacrime e sorriso. Il rapporto tra Raul e Felice mostra come saper riconoscere e accettare le proprie emozioni rappresenti la vera forza, e non il raggiungimento di un traguardo o riconoscimento. Questa visione riflette un ritorno alla tradizione della commedia all’italiana, quella degli anni Sessanta, quando con leggerezza e sarcasmo si parlava di uomini e situazioni senza maschere. Andrea Di Stefano stesso ha riconosciuto un legame concettuale con “Il Sorpasso” di Dino Risi, considerandolo un riferimento importante per il percorso narrativo e tematico del suo film.
La scuola, la comunità e l’insegnamento di riconoscere le proprie emozioni
Un messaggio chiave che emerge è l’importanza della scuola e della comunità come ambiti nei quali si imparano a gestire i propri sentimenti. Favino ha sottolineato come il film inviti a uscire dall’idea tossica della performance fine a sé stessa per tornare a una dimensione più umana. Ha raccontato di aver partecipato a incontri con donne impegnate contro la violenza di genere, dove l’educazione sentimentale a scuola veniva indicata come uno strumento fondamentale. Riconoscere le proprie emozioni, saperle affrontare e accettare diventa dunque un insegnamento che trascende la storia tra un maestro e il suo allievo. Il film, per questo, diventa un invito a guardare la sconfitta in modo diverso e a costruire legami di solidarietà intorno alle debolezze umane.
“Il Maestro” uscirà nelle sale italiane il 13 novembre 2025, aprendo una stagione cinematografica dedicata a narrazioni che indagano la condizione umana al di fuori degli schemi della gloria sportiva e del successo immediato. I protagonisti e la trama portano uno sguardo fresco e necessario su cosa significhi vivere e imparare attraverso l’inevitabile esperienza della caduta, senza perdere la voglia di rialzarsi.
Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Giulia Rinaldi