Festival del cinema di venezia 2025, Quarto Red Carpet: Tilda Swinton rompe gli schemi e giovani attori brillano

Tilda Swinton protagonista al Quarto Red Carpet del Festival di Venezia 2025. - Unita.tv

Davide Galli

31 Agosto 2025

Il quarto red carpet al Festival del Cinema di Venezia 2025 ha offerto un panorama ricco di contrasti nel modo di vestire. Tra abiti classici e scelte anticonformiste, le star hanno mostrato modi diversi di interpretare il glamour sul tappeto rosso. La serata ha visto la presenza di volti noti e emergenti, con nomi come Tilda Swinton che si è distinta per un look fuori dal comune, e giovani come Jacob Elordi e Callum Turner che hanno puntato sull’eleganza tradizionale ma non priva di dettagli. Ecco come si è svolta questa quarta tornata di passerelle lagunari.

Tilda Swinton, l’anti-diva che sfida le regole del red carpet

Tilda Swinton si è presentata al Lido con un outfit che ha spiazzato molti osservatori. La sua scelta di polo, pantaloni palazzo, mocassini e occhiali da sole rinuncia al classico abito lungo e ai gioielli preziosi, strumenti abituali del red carpet. Questo look improvvisamente semplice e comodo è una dichiarazione che esclude il conformismo, un gesto evidente di indipendenza stilistica. Swinton, nota per ruoli che sfidano i canoni del cinema tradizionale, ha ribadito così il suo ruolo di anti-diva.

La sua presenza al Festival 2025 è diventata simbolo di chi vuole esprimere sé stessi senza scendere a compromessi estetici né sociali. Nonostante l’aria disinvolta, Tilda è riuscita a mantenere una forte eleganza che non ha bisogno di ornamenti per imporsi. La scelta di lasciare a casa l’“armamentario” classico, come lo chiamano, evidenzia il suo rifiuto verso le consuetudini della moda che spesso dominano questi eventi. Il copione del red carpet non la riguarda, e questo la rende ancor più interessante agli occhi di chi osserva da fuori.

Il festival del cinema di venezia 2025 tra glamour e novità sul tappeto rosso

Dal 27 agosto al 6 settembre 2025, il Festival del Cinema di Venezia ha raccolto nomi importanti dell’industria cinematografica internazionale. Quella del quarto giorno ha messo a confronto volti storici e nuove leve di Hollywood, tra abiti classici e esperimenti nel look. Accanto a Tilda Swinton, si sono fatte notare star di recente fama come Jacob Elordi e Callum Turner, che mostrano una certa padronanza nello stile formale senza rinunciare a dettagli personali.

L’evento si conferma non solo un momento di celebrazione del cinema, ma anche uno specchio di cambiamenti culturali nella moda del red carpet. Le scelte di alcune protagoniste contro il coro – sia in modo comodo come Swinton sia più elaborato come Paris Jackson – offrono una fotografia del gusto contemporaneo. Il Festival resta un’occasione per sfilare e farsi notare, ma accoglie sempre di più queste variazioni che danno spazio a interpretazioni diverse di eleganza e originalità.

Giovani attori e icone di stile: Elordi, Turner e altre presenze rilevanti

Jacob Elordi è uno dei nomi più chiacchierati della serata, per il suo mix tra fascino naturale e abito classico firmato Bottega Veneta. Lo smoking doppiopetto, il papillon e le slippers in pelle pongono l’attore in una posizione di spicco tra i giovani divi. L’atteggiamento è quello di chi aspira a diventare un punto di riferimento di stile per la sua generazione, replicando schemi dei grandi ma con un tocco personale. L’abito fatica un po’ a contenere una struttura fisica imponente, ma l’insieme convince.

Callum Turner, d’altra parte, ha mostrato una raffinatezza quasi senza errori, con una giacca bianca impeccabile e papillon ben regolato. Il tocco di originalità arriva dal fiore di stoffa all’occhiello e dalle scarpe decorate con borchie. Perfetto, forse troppo, ma di nuovo coerente con la volontà di emergere in modo distinto tra i coetanei. Tra le donne, Kasia Smutniak si è fatta notare con uno smoking rivisitato, valorizzato da spalline ben strutturate e un cappuccio insolito. Il contrasto tra classico e non convenzionale la rende una delle figure di riferimento nella scena italiana all’interno del festival.

Scelte stilistiche controcorrente e risultati contrastanti

Mentre alcune scelte hanno raccolto consensi, altre hanno sollevato dubbi. Monica Guerritore ha proposto un tipo di sensualità discreta, basata su abiti in seta e pizzo sovrapposti senza mai cadere nel vulcanico. Il suo trucco sobrio lascia spazio a uno sguardo intenso, che diventa l’elemento chiave della sua immagine. Questa compostezza formale si traduce in un messaggio di femminilità più contenuta ma altrettanto efficace.

Diversa l’impressione data da Sveva Alviti, che dopo l’anno da madrina si è mostrata più sbarazzina. Il suo completo da smoking sembra quasi un pigiama rivisitato, con blazer leggero e pantaloni morbidi che suggeriscono comodità più che eleganza. Il look appare più una scelta di libertà personale che di formalità, forse un tentativo di cambiare registro che ha incontrato reazioni miste.

Sul versante opposto, Tatiana Luter ha avuto la valutazione più critica. Il suo abito, con ricami di costellazioni su tulle blu, appare complicato nel tessuto e nel modello eccessivamente ridotto, quasi strappato. Le scarpe sandalo alla schiava, glitterate, sembrano un richiamo a mode passate che oggi appaiono inadeguate. Questo outfit ha stonato nettamente con il resto della serata ed è stato oggetto di attenzioni più negative che altro.

Look a tema e dettagli originali: Paris Jackson nel cuore di Frankenstein

Non protagonista di una pellicola in concorso, Paris Jackson ha comunque catturato l’attenzione con una scelta che si rifà al tema goth di Frankenstein, presentato quel giorno al festival. Il suo abito lungo e aderente in pelle, con guanti oltre il gomito e piume nere a incorniciare il viso, crea un’immagine teatrale e coerente con la pellicola. L’anello indossato sopra il guanto suggerisce un aspetto vintage, mentre i tatuaggi sembrano estensioni del vestito, come ricami moderni.

Questo look si distingue per la sua teatralità calibrata, che rende Paris una sorta di incarnazione contemporanea della celebre creatura letteraria. La scelta si inserisce nell’insieme della serata come esempio di stile a tema, più teatrale rispetto alla sobrietà di altri ospiti, e dimostra una consapevolezza nella selezione del proprio outfit in relazione al contesto dell’evento.

Il quarto red carpet di Venezia 2025 ha presentato così uno spettro ampio di scelte, dal minimale anticonvenzionale al sontuoso classico, dal concetto di comfort rivendicato da alcune figure all’appariscenza studiata di altri. Ciascuno ha portato avanti un racconto di sé con un linguaggio visivo differente, confermando il red carpet non solo come passerella, ma come laboratorio di stili e tendenze.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Davide Galli