La Puglia si trova al centro di una trattativa politica delicata, che coinvolge il Pd, Antonio Decaro e Nichi Vendola. Il centrosinistra prova a evitare fratture che potrebbero favorire la destra alle prossime regionali. Al centro della disputa c’è la candidatura di Vendola al consiglio regionale, su cui Decaro viene chiamato a fare un passo indietro. La questione pesa anche sulla tenuta dell’alleanza con Alleanza Verdi-Sinistra , fondamentale per bilanciare le forze e mantenere una coalizione competitiva.
La candidatura di decaro in Puglia e i veti interni che minano la coalizione
Antonio Decaro è il candidato indicato dal Pd per la presidenza della Regione Puglia. La sua figura, giovane e segnata da forti legami con il territorio, rappresenta un cambio rispetto ad altre leadership regionali. Tuttavia, la candidatura non è priva di tensioni all’interno del centrosinistra. Decaro chiede autonomia nella formazione della coalizione e ha escluso la presenza di Michele Emiliano in consiglio regionale, creando un primo fronte di attrito.
Alcuni esponenti del Pd, ma anche di Avs, vedono nella posizione di Decaro un ostacolo che rischia di frammentare la coalizione. In particolare, il rifiuto della candidatura di Vendola al consiglio regionale ha riacceso il conflitto, soprattutto perché Vendola porta con sé il sostegno di un settore importante della sinistra pugliese. Per questo motivo si moltiplicano le pressioni interne affinché Decaro accolga la presenza di Vendola in lista senza porre veti. Un passo difficile, ma che il Pd reputa necessario per evitare divisioni dannose.
Il tema va oltre il piano regionale, perché rischia di complicare i rapporti con gli alleati a livello nazionale. Se Emiliano è considerato una questione interna al Pd, la possibile esclusione di Vendola potrebbe far saltare l’alleanza con Avs, uno dei pesi forti del centrosinistra a livello locale. Per questo motivo il partito ha inviato pontieri nelle ultime settimane per trovare un accordo e mantenere la coalizione unita in vista delle elezioni.
Nichì Vendola si conferma fermo nella sua posizione di candidatura al consiglio regionale
Nichi Vendola non sembra disposto a fare un passo indietro. L’ex governatore della Puglia, figura storica e simbolo della sinistra regionale, ha confermato durante la presentazione del suo libro a Bisceglie che non intende ritirarsi dalla corsa. La sua affermazione “sono abituato a fare sempre passi avanti”, è un chiaro segnale della sua determinazione a mantenere un ruolo attivo nella nuova legislatura pugliese.
Vendola è anche il punto di riferimento di Alleanza Verdi-Sinistra, che insiste affinché il suo nome resti nella lista del centrosinistra. Avs punta a ritagliarsi uno spazio importante nel futuro consiglio regionale, riconoscendo l’ex governatore come un elemento chiave per attrarre consensi e rappresentare la propria base. Per questa ragione, dall’interno di Avs si respingono con decisione i veti che il Pd cerca di imporre.
Nel frattempo, spunta l’ipotesi di un piano B, sempre citato da fonti interne ad Avs: in caso di mancato accordo, Vendola potrebbe candidarsi alla presidenza della Regione. L’idea, anche se considerata solo un’eventualità, testimonia la tensione crescente e la complessità della trattativa. Angelo Bonelli, esponente di Avs, ha sottolineato che l’ipotesi non nasce dall’intenzione di sfidare Decaro ma solo come possibile scenario se questi rinunciasse. Un’indicazione di prudenza che cerca di non spaccare ulteriormente la coalizione.
Le tensioni in Campania complicano ulteriormente la situazione nel centrosinistra
Mentre in Puglia la trattativa tiene col fiato sospeso, in Campania si registrano altre tensioni tra alleati del centrosinistra. Qui fa discutere l’intesa tra il Pd e i Cinque Stelle, con il pentastellato Roberto Fico indicato come candidato governatore, in cambio della segreteria regionale affidata al figlio di Vincenzo De Luca. Quest’ultimo è ancora una figura forte e molto presente nel dibattito locale.
L’eurodeputato Sandro Ruotolo, sostenitore di Elly Schlein alle ultime elezioni, ha espresso il suo disappunto per l’accordo, lamentando una ferita al sentimento di rinnovamento. Maurizio Gasparri, parlamentare di Forza Italia, ha commentato sarcasticamente le parole di Ruotolo, sottolineando le difficoltà della sinistra in Campania.
Il governatore Vincenzo De Luca ha poi chiarito in un’intervista che continuerà a esprimere il suo pensiero senza compromessi, manifestando però una critica esplicita nei confronti di chi, come Decaro, pone veti sugli alleati. La sua posizione evidenzia una frattura nel centrosinistra campano, che rischia di riflettersi anche sulla partita pugliese.
Il centrodestra in Puglia attende le mosse del centrosinistra mentre in altre regioni si litiga sulle candidature
Il centrodestra in Puglia osserva con attenzione le difficoltà del centrosinistra nel chiudere la lista definitiva delle candidature. Se il centrosinistra arranca tra veti e trattative complicate, il centrodestra deve ancora completare i propri tasselli in Veneto, Campania e Puglia. I rapporti tra i partiti della coalizione governativa non sono privi di frizioni.
Alcune fonti credono possibile un rinvio del tavolo di confronto tra i leader di centrodestra e centrosinistra fino a dopo le elezioni nelle Marche. Il ritardo potrebbe influenzare la strategia in Puglia, dove la partita è aperta e il risultato incerto. La stabilità della coalizione di centrosinistra è il fattore chiave per reagire al centrodestra.
Lo scontro politico in Puglia appare quindi destinato a proseguire a breve. Il ruolo di Decaro sarà cruciale, soprattutto dopo l’incontro previsto con Vendola. La capacità di accettare o meno la candidatura di Vendola al consiglio regionale potrebbe decidere le sorti della coalizione progressista e influenzare l’equilibrio di potere nella regione.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Serena Fontana