Il recente scandalo legato a un forum online che ha ospitato per anni contenuti di revenge porn ha acceso un dibattito acceso in Italia. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha espresso una dura presa di posizione contro chi ha utilizzato la rete per diffondere materiale privato di donne senza consenso. Il caso mette in luce non solo la violazione della privacy, ma anche una radicata cultura sessista ancora presente nel paese.
Phica.eu, un forum ventennale al centro dello Scandalo Revenge Porn
Phica.eu è stato un sito attivo per circa vent’anni, che nel tempo ha raccolto oltre 800mila iscritti. Su quella piattaforma venivano pubblicate fotografie rubate e video intimi, spesso condivisi senza l’accordo delle donne ritratte. Tra le vittime ci sono state anche figure note, come politiche e influencer, che si sono ritrovate violate nella loro privacy in modo brutale. Il sito ha rappresentato per anni un punto di riferimento per un tipo di violenza digitale che mescola sessismo, insulti e molestie, favorendo la degradazione delle vittime sotto l’apparente anonimato degli utenti.
Le autorità hanno infine deciso di chiudere il portale, ma l’inchiesta non si è fermata e prosegue per individuare i responsabili della gestione e della diffusione dei contenuti. Il procedimento incontra difficoltà visto che i server sono localizzati all’estero, complicando la possibilità di un intervento diretto. Inoltre, c’è il rischio che il sito possa riemergere su altre piattaforme online, allargando ancora la portata della questione.
L’ordinamento italiano prevede sanzioni precise per la distribuzione senza consenso di immagini o video di natura privata, classificandola come reato di revenge porn. Questo quadro normativo è al centro delle indagini e della richiesta di azione da parte delle istituzioni.
La presa di posizione di Giorgia Meloni contro la violenza digitale e sessista
Giorgia Meloni ha espresso a più riprese la sua indignazione per quanto accaduto su phica.eu. Nel corso di un’intervista al “Corriere della Sera” ha definito “disgustoso” il comportamento registrato sulla piattaforma e ha manifestato solidarietà verso tutte le donne colpite da queste violazioni. La premier ha sottolineato come, nel 2025, sia ancora presente una mentalità che permette a certe persone di calpestare la dignità femminile usando insulti sessisti e molestie nascondendosi dietro l’anonimato di internet.
Meloni ha inoltre richiamato le autorità a procedere con rigore, chiedendo che i responsabili vengano “individuati nel più breve tempo possibile e sanzionati senza sconti”. La presidente del Consiglio ha ribadito che la legge italiana identifica chiaramente il revenge porn come un reato grave, legato alla diffusione di contenuti intimi senza consenso. L’impegno politico, in questo contesto, vuole essere un segnale stretto contro qualsiasi forma di violenza e sopraffazione.
La vicenda ha anche prodotto riflessioni più ampie sulla necessità di educazione alle relazioni e alla sessualità nelle scuole. Secondo Meloni, il contrasto alla cultura patriarcale alla base delle violenze di genere deve partire da un lavoro capillare di sensibilizzazione e formazione, per evitare che certi atteggiamenti si radichino ancora nella società.
La violenza contro le donne nel contesto digitale e culturale attuale
Questo episodio mostra chiaramente come la violenza di genere non si limiti più al mondo reale, ma si estenda con una violenza intensa e mirata anche nello spazio virtuale. L’anonimato che il web offre spesso consente comportamenti spregiudicati e crudeli, difficili da identificare e sanzionare. Il caso di phica.eu rappresenta così un campanello d’allarme per le conseguenze che la violenza digitale può avere sulle vittime, aggravando l’aggressione morale e psicologica.
Attiviste impegnate nella lotta contro il sessismo evidenziano che fermare la diffusione di questi siti non basta. Serve un impegno collettivo per rompere il silenzio, denunciare ogni forma di abuso e costruire una cultura che rispetti la dignità femminile, anche nella rete. Solo una maggiore consapevolezza pubblica e una risposta giuridica efficace potranno frenare la diffusione di questi fenomeni, radicati in stereotipi di sudditanza e violenza.
Il tema richiede interventi coordinati tra istituzioni, società civile e mondo della comunicazione. La messa offline di phica.eu è solo il primo passo di un percorso più lungo e complesso che deve affrontare le cause profonde di questa violenza e impedire che simili episodi si ripetano ancora. La rete resta uno strumento potente, ma bisogna difendere chi ne è vittima senza lasciare spazio all’impunità.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Davide Galli