Elezioni Marche 2025: Meloni e i big del centrodestra in prima linea per Acquaroli

Meloni e leader centrodestra sostengono Acquaroli alle Marche 2025. - Unita.tv

Giulia Rinaldi

31 Agosto 2025

Le Marche si avvicinano a un voto che promette scintille, il 28 e 29 settembre 2025. Il presidente uscente Francesco Acquaroli cerca il bis, sfidato dall’europarlamentare Pd Matteo Ricci. Con la Valle d’Aosta, è la prima regione a esprimere il suo verdetto, diventando così un vero e proprio termometro politico per Roma. Il centrodestra schiera i suoi big in una serie di appuntamenti pubblici, mentre il centrosinistra spinge per allargare la coalizione e riprendersi Palazzo Raffaello.

Meloni in campo per chiudere la campagna di Acquaroli

Giorgia Meloni tornerà nelle Marche per il gran finale della campagna di Acquaroli, suo alleato di peso in regione. Il 4 agosto era stata ad Ancona, alla Mole Vanvitelliana, insieme ad Antonio Tajani e Matteo Salvini, per lanciare progetti di sviluppo. Quell’evento ha segnato l’inizio ufficiale della corsa elettorale, con il centrodestra deciso a sottolineare il legame stretto tra governo nazionale e giunta regionale.

La presenza congiunta dei tre leader sul palco è un chiaro segnale: le Marche contano molto per la coalizione. L’obiettivo è spingere Acquaroli verso un secondo mandato, dopo la vittoria del 2020. Dall’altra parte, Ricci guida un centrosinistra più ampio e agguerrito. Per il centrodestra, mantenere la regione è una prova di forza importante, visto che le Marche sono passate da anni di governo di sinistra a questa nuova guida.

Sei candidati e una battaglia di liste serrata

Sono sei i nomi in campo per la presidenza: oltre ad Acquaroli e Ricci , ci sono Claudio Bolletta di Democrazia Sovrana Popolare, Lidia Mangani del Partito Comunista Italiano, Francesco Gerardi di Forza del Popolo e Beatrice Marinelli di Evoluzione della Rivoluzione.

In lizza ci sono 18 liste, quasi divise a metà: sette appoggiano il centrodestra, altrettante il centrosinistra, mentre le restanti sono legate a formazioni più piccole. La sfida non è solo tra candidati, ma anche tra coalizioni che cercano di rappresentare le diverse anime politiche della regione e puntano al premio di maggioranza, decisivo per governare.

La presenza di candidati minori, anche se con un peso elettorale limitato, rende la competizione più frammentata e complicata. In una sfida così equilibrata, ogni voto può fare la differenza.

Leader nazionali in tour nelle Marche

Nei giorni prima del voto, i big della politica nazionale si sposteranno spesso nelle Marche per dare una mano ai loro candidati. Antonio Tajani , Elly Schlein , Matteo Renzi e Matteo Salvini hanno in programma incontri, visite e presentazioni pubbliche.

Dal primo settembre parte la carica: Salvini inaugura la campagna della Lega a Sirolo con la presentazione dei candidati consiglieri; Renzi sarà ad Ancona con Ricci per parlare di sviluppo economico; Tajani, dopo aver lanciato i candidati di Forza Italia, incontrerà i cittadini a Civitanova Marche.

Questa mobilitazione dimostra quanto le Marche siano al centro del dibattito politico, ben oltre i confini regionali. Il mix tra città e zone interne rende la sfida ancora più complessa e seguita.

Scontri diretti e temi caldi della campagna

Acquaroli e Ricci si stanno affrontando a viso aperto. Il primo confronto pubblico è stato il 28 agosto ad Ancona, organizzato dalla Uil. Nei giorni successivi si susseguiranno altri dibattiti: il 3 settembre si parla di province con l’Unione delle province italiane ; il 5 settembre focus sulla sanità con sindacati come Anaao Assomed e Nursind; il 6 settembre a Grottammare un nuovo confronto promosso dalla Rete di Trieste.

Al centro della discussione ci sono gestione delle province, sanità pubblica e rilancio economico. Ricci critica la gestione della Zona Economica Speciale e le strategie turistiche di Acquaroli, proponendo di mettere più attenzione alle aree interne. Acquaroli risponde puntando sui risultati raggiunti grazie alla collaborazione con il governo nazionale.

Sono temi concreti, che orientano l’attenzione degli elettori in vista di un voto che si annuncia combattuto fino all’ultimo.

Le Marche, regione chiave per il governo e la politica nazionale

Le regionali nelle Marche sono molto più di un voto locale. Sono uno dei due appuntamenti elettorali di settembre, insieme alla Valle d’Aosta, e il risultato varrà molto in chiave nazionale.

Per il centrodestra di Meloni, confermare Acquaroli è un modo per tenere saldo un territorio strategico e rafforzare la propria posizione in vista del futuro. Per il centrosinistra, invece, conquistare Palazzo Raffaello significherebbe mettere fine all’egemonia del centrodestra e rilanciare le proprie idee su sviluppo e riforme.

Con il voto che si avvicina, la sfida tra Acquaroli e Ricci resta aperta. I sondaggi mostrano un elettorato spaccato e incerto, con margini ridotti che rendono difficile fare previsioni. Definita “l’Ohio d’Italia”, questa tornata attira l’attenzione per la mobilitazione delle coalizioni, la presenza di big politici e i temi concreti sul tavolo.

I marchigiani dovranno scegliere se puntare sulla continuità o cambiare strada, mentre tutta Italia guarda con interesse a quello che succederà in queste settimane decisive.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Giulia Rinaldi