Il vortice polare prende forma: segnali e prospettive per l’inverno 2025

Il vortice polare si rafforza, inverno 2025 in vista - Unita.tv

Luca Moretti

31 Agosto 2025

Con la fine dell’estate, in stratosfera sopra il Polo Nord si avvia un fenomeno che anticipa l’inverno: la formazione del vortice polare. Questo ampio ciclone influenza le masse d’aria fredda polare e condiziona la circolazione atmosferica alle medie latitudini. Al momento la struttura non è ancora definita, ma le dinamiche attuali anticipano le condizioni meteorologiche dei prossimi mesi. L’evoluzione di questo sistema sarà importante per valutare l’andamento dell’inverno 2025, soprattutto in Europa.

Formazione iniziale del vortice polare e condizioni attuali in alta atmosfera

I primi segnali del vortice polare si manifestano con il ritorno dei venti occidentali in alta quota, intorno ai 30 km sopra il Polo Nord. Si tratta di un vasto ciclone stratosferico che racchiude aria molto fredda, fungendo da “contenitore” per il gelo artico. Attualmente i dati indicano che i venti sono tornati a soffiare, ma non si è ancora formato un nucleo chiuso di bassa pressione sopra l’Artico. Questo indica che il vortice non è ancora completamente strutturato.

Le velocità dei venti restano sotto i valori medi climatologici, pur rientrando nella normale variabilità stagionale. Un avvio debole a settembre, periodo in cui il vortice tende a organizzarsi, non è insolito. In questa fase, venti inferiori alla media non forniscono indicazioni precise sulle condizioni a lungo termine. Il vortice polare è un fenomeno dinamico, la cui intensità può variare rapidamente in autunno.

Influenza Del Vortice Polare sull’inverno europeo e possibili sviluppi

Il comportamento del vortice polare nei prossimi due mesi sarà determinante per definire l’andamento dell’inverno 2025. Se il vortice si rafforza regolarmente, la circolazione atmosferica rimane stabile e le ondate di freddo tendono a restare lontane dalle medie latitudini come l’Europa. Se invece il vortice resta debole, diventa più suscettibile a riscaldamenti improvvisi della stratosfera, che possono alterare la circolazione e favorire discese fredde di aria artica sul continente.

Questi riscaldamenti stratosferici, noti come SSW , provocano un indebolimento o uno spostamento verso sud del vortice. In tali condizioni si verificano frequenti episodi di maltempo e irruzioni fredde dal nord, con inverni più nevosi e rigidi, soprattutto in Europa. Per questo motivo, è importante osservare non tanto la debolezza iniziale, quanto le variazioni del vortice nei mesi di ottobre e novembre.

Ruolo dei fenomeni oceanici e impatti sulle perturbazioni in Italia

Oltre al vortice polare, nei prossimi mesi vanno considerati fattori oceanici che influenzano il clima europeo. La presenza della Niña nel Pacifico equatoriale, caratterizzata dal raffreddamento delle acque superficiali, potrebbe favorire irruzioni fredde artiche in Europa, spostando sistemi di alta pressione e cicloni verso latitudini più basse. Allo stesso tempo, la cosiddetta “Niña Atlantica”, con temperature più basse nelle acque equatoriali atlantiche, contribuisce a configurazioni atmosferiche favorevoli a perturbazioni fredde sulle nostre regioni.

Questi elementi insieme aumentano le probabilità di una stagione autunnale e invernale con circolazione dinamica, soprattutto sull’Italia centro-settentrionale. Già nei primi giorni di settembre 2025, l’Italia potrebbe essere interessata da perturbazioni atlantiche intense, con piogge, temporali e condizioni meteorologiche instabili. Questi fenomeni derivano dalla riorganizzazione dello scenario atmosferico, in parte legata alla nascita e all’intensità del vortice polare.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se il vortice polare manterrà una configurazione stabile o se presenterà instabilità che favoriscono ondate di maltempo e freddo. Seguire questi sviluppi è fondamentale per anticipare la stagione e i rischi meteorologici più rilevanti.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Luca Moretti