Maryam Touzani ha portato al Festival di Venezia 2025 il suo nuovo film Calle Malaga, sfilando sul red carpet insieme al cast. Ma è stato un dettaglio a catturare l’attenzione: la regista marocchina ha mostrato una borsa con la scritta “stop genocide in Gaza”, un chiaro segnale di presa di posizione sui tragici eventi nella Striscia di Gaza. Il film, selezionato nella sezione Venice Spotlight, racconta una storia intensa ambientata a Tangeri ed è frutto di una coproduzione che coinvolge diversi paesi europei e africani.
Un messaggio chiaro sul red carpet
La presenza di Maryam Touzani a Venezia non è passata inosservata, soprattutto per quel gesto semplice ma potente. Con una borsa nera in mano, recante la scritta “stop genocide in Gaza”, ha portato davanti a tutti una denuncia diretta della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza nel 2025. Accanto a lei, il marito Nabil Ayouch, sceneggiatore e produttore del film, ha sostenuto il messaggio durante la passerella. Intorno a loro, gli attori principali come Carmen Maura, Marta Etura e Ahmed Boulane hanno completato la scena di questa presentazione internazionale. Un gesto che si inserisce in un clima di crescente attenzione globale da parte di artisti e intellettuali verso la crisi in Medio Oriente.
“Calle Malaga”: una storia di radici e lotta a Tangeri
Il film racconta la vita di Maria, una donna spagnola di 79 anni che vive da sola a Tangeri, una città marocchina dal carattere multietnico. La sua routine tranquilla viene sconvolta dall’arrivo della figlia da Madrid, decisa a vendere l’appartamento di famiglia. Ma Maria non è disposta a lasciare la casa che custodisce i suoi ricordi più cari. Il film segue questa battaglia personale, che diventa anche un viaggio di riscoperta di sé, tra amore e sensualità, elementi inaspettati in questa fase della sua vita. Tangeri, con i suoi angoli poco raccontati dal cinema, fa da sfondo a una storia densa di significati e atmosfere autentiche.
Un cinema che supera i confini
Dietro Calle Malaga c’è una coproduzione tra Marocco, Francia, Spagna, Germania e Belgio, che dà al film una dimensione internazionale. Questa collaborazione apre la strada a uno scambio tra diverse tradizioni cinematografiche. Nel cast, l’icona del cinema spagnolo Carmen Maura si affianca ad attori marocchini come Ahmed Boulane, rafforzando il messaggio di un cinema che racconta storie di radici, migrazioni e scontri generazionali. Nel 2025, il cinema arabo ha conquistato sempre più spazio nei grandi festival internazionali, e Calle Malaga si inserisce perfettamente in questa tendenza, offrendo uno sguardo intimo ma diretto su temi sociali e personali.
Maryam Touzani, una voce del cinema contemporaneo
Maryam Touzani è diventata una delle registe più importanti del cinema marocchino e arabo degli ultimi anni. Con film come Adam, candidato marocchino all’Oscar nel 2020, ha portato sullo schermo storie che affrontano temi di genere e identità culturale con grande intensità. Dopo The Blue Caftan, che ha aperto l’Arab Film Festival nel 2022, continua a confermare la sua sensibilità e attenzione ai dettagli umani. Calle Malaga segna un passo avanti, esplorando le dinamiche familiari e la forza interiore in un contesto geopolitico complesso. La sua capacità di bilanciare realtà e finzione regala al film un tono realistico ma poetico, capace di parlare a un pubblico variegato.
Il Festival di Venezia ha accolto Calle Malaga con interesse, inserendolo nella sezione Venice Spotlight, dedicata a opere con un forte impatto culturale e artistico. La scelta di Touzani di accompagnare la premiere con un gesto di denuncia per la popolazione palestinese ha attirato l’attenzione di pubblico e media su un conflitto che nel 2025 continua a causare sofferenze e divisioni nel mondo. La presenza di artisti impegnati socialmente dimostra come il cinema possa essere uno strumento potente di riflessione e comunicazione politica.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Rosanna Ricci