Il questore di Padova emette quattro Daspo Willy contro ragazzine minorenni per molestie e aggressioni in Piazzale Stazione

Daspo Willy per quattro minorenni a Padova dopo aggressioni in stazione. - Unita.tv

Luca Moretti

30 Agosto 2025

Quattro ragazze minorenni sono state colpite da Daspo “Willy” dal questore di Padova Marco Odorisio, dopo un episodio di violenza avvenuto a fine agosto. Le misure vietano alle giovani, di età compresa tra 13 e 17 anni, di accedere e stazionare nei locali pubblici situati nel Piazzale della Stazione di Padova e nelle aree vicine, per un periodo di tre anni.

Il Daspo “Willy” come risposta alle violenze in Piazzale Della Stazione

Il Daspo “Willy” rappresenta una misura preventiva che impedisce l’accesso e la permanenza in certi luoghi pubblici a soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico. Il questore di Padova Marco Odorisio ha fatto ricorso a questa misura per contenere episodi di violenza urbana, anche legati a gruppi ultras e situazioni di degrado nei quartieri centrali della città. In questo caso preciso, il provvedimento ha colpito quattro ragazzine coinvolte in un’aggressione contro una donna 58enne, senza fissa dimora, che si è verificata in un locale e si è prolungata fino al piazzale antistante la stazione ferroviaria.

La scelta di un divieto di accesso per tre anni non è casuale. Serve a garantire la sicurezza degli spazi pubblici, dove episodi simili, oltre a ledere la vittima, turbano la tranquillità dei residenti e dei frequentatori. Il Questore Odorisio ha in passato adottato simili provvedimenti, anche contro tifosi violenti legati al calcio locale, evidenziando un atteggiamento rigoroso e costante verso chi si rende responsabile di condotte antisociali e aggressive.

Dettagli dell’aggressione e il ruolo delle vittime

L’episodio si è consumato lunedì 25 agosto all’interno di un locale del Piazzale della Stazione di Padova. Un gruppo di cinque ragazzine, tra cui una tredicenne, ha molestato e offeso una donna 58enne che vive in strada e soffre di problemi di salute. La violenza non si è limitata a insulti, la donna è stata colpita con una pistola ad acqua e privata della sua stampella ortopedica, essenziale per il suo movimento.

La situazione è degenerata fuori dal locale: la donna, nel tentativo di fuggire, è stata seguita dalle ragazzine che continuavano a prenderla in giro, nonostante le sue richieste di fermarsi e le crisi di pianto in seguito al trattamento subito. L’intervento rapido degli agenti delle Volanti e dei Poliziotti di Quartiere ha permesso di prestare soccorso alla vittima e di identificare le responsabili grazie alle immagini di videosorveglianza.

Questo episodio mette in luce situazioni difficili nelle aree urbane più frequentate, dove il disagio sociale e comportamenti aggressivi finiscono con l’intaccare le fasce più vulnerabili della popolazione, come i senza fissa dimora.

Profili delle minori e il contesto della sicurezza a Padova

Le ragazze coinvolte nell’aggressione sono tre sedicenni, una diciassettenne e una tredicenne. Tutte risultano conosciute dalle forze dell’ordine per reati e atteggiamenti antisociali già commessi nella zona del centro cittadino. Questi precedenti includono atti contro coetanei e soggetti appartenenti a categorie più deboli, segnando una storia di comportamento problematico.

Il fenomeno della violenza giovanile rappresenta una sfida di lungo termine per le autorità padovane, che applicano misure come il Daspo “Willy” per allontanare chi compie atti aggressivi dagli spazi pubblici, ma occorre anche affrontare le cause sociali e i percorsi di recupero per i minori. I dati del 2025 confermano una presenza significativa di minori segnalati per reati in provincia di Padova: nei primi sette mesi dell’anno 107 sono stati denunciati alla Procura di Venezia, 92 indagati, 15 arrestati, con reati frequenti legati a droga, lesioni e rapine.

L’aumento delle misure di prevenzione adottate dalla Questura, che ha sfiorato le 60 nel periodo considerato , mostra un’accelerazione nel contrasto all’illegalità giovanile. Le azioni del Questore Odorisio rappresentano quindi un tentativo di riportare ordine in zone critiche come il Piazzale della Stazione, ritenuta un punto nevralgico per episodi di disagio e violenza.

La complessità del fenomeno richiede una gestione attenta tra sicurezza e tutela dei diritti, soprattutto considerando che tra le responsabili vi sono alcune minorenni. L’uso delle misure cautelari si accompagna così a un lavoro più ampio delle forze dell’ordine e dei servizi sociali per monitorare, prevenire, e intervenire su situazioni che coinvolgono ragazzi in difficoltà.

Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Luca Moretti