Lavoratori stranieri sfruttati in un autolavaggio vicino Siena: scatta il sequestro e il controllo giudiziario

Sfruttamento di lavoratori stranieri, blitz in un autolavaggio vicino Siena. - Unita.tv

Luca Moretti

30 Agosto 2025

Un autolavaggio della provincia di Siena finisce sotto la lente della giustizia. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno scoperto condizioni di lavoro pesantemente irregolari. Quattro lavoratori stranieri venivano pagati appena un euro all’ora, con turni che andavano dalle dieci alle tredici ore, senza pause né giorni di riposo. A questo si aggiungono violazioni delle norme di sicurezza e abitazioni fatiscenti. L’inchiesta, partita nell’aprile 2025, ha portato al sequestro dell’impresa, stimata oltre i 40mila euro, somma considerata il guadagno derivante dallo sfruttamento.

Controlli serrati sugli autolavaggi di Siena: lavoratori sottopagati e senza tutele

Le indagini sono partite ad aprile 2025, grazie al Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri di Siena, insieme al Nucleo Forestale di Rapolano Terme. L’obiettivo era scovare lavoratori senza regolare contratto nei dintorni, con uno sguardo attento alle condizioni di lavoro e al rispetto delle regole.

Durante i controlli sono emerse testimonianze che parlavano di turni massacranti e salari da fame. I carabinieri hanno monitorato la situazione con pedinamenti e telecamere, per registrare orari e pagamenti. Così è stato confermato: almeno quattro stranieri lavoravano con un euro all’ora, per più di dieci ore al giorno.

Le pause obbligatorie non venivano concesse e nemmeno il riposo settimanale era rispettato. Una chiara situazione di sfruttamento. Sono state riscontrate anche violazioni delle norme di sicurezza e mancanze nel rispetto dei diritti minimi dei lavoratori. La salute e la sicurezza sul lavoro erano completamente trascurate.

Sequestro e controllo giudiziario: stop alle attività illegali dell’autolavaggio

Di fronte alle prove raccolte, il giudice per le indagini preliminari di Siena ha dato il via libera al controllo giudiziario dell’azienda e al sequestro preventivo di 40.045 euro a carico del titolare. Questa cifra rappresenta il profitto ottenuto dallo sfruttamento e dall’intermediazione illecita del lavoro.

Il controllo giudiziario prevede la nomina di un amministratore che sorveglierà l’attività dell’impresa, per bloccare qualsiasi pratica illegale. Questi strumenti sono fondamentali per contrastare lo sfruttamento, specie in settori come quello degli autolavaggi, dove le irregolarità sono purtroppo frequenti.

Il sequestro mira anche a recuperare i soldi guadagnati in modo illecito, fungendo da deterrente contro nuovi abusi. Forze dell’ordine e magistratura stanno intensificando i controlli per fermare chi sfrutta lavoratori clandestini o irregolari, proteggendo così i più vulnerabili.

Abitazioni fatiscenti dentro l’autolavaggio: un altro fronte dello sfruttamento

Le indagini hanno fatto emergere anche un’altra grave situazione: tre dipendenti erano costretti a vivere all’interno dell’autolavaggio, in spazi inadatti e senza le condizioni igienico-sanitarie necessarie.

Alloggiare in ambienti del genere va contro le norme fondamentali per la tutela della salute e della dignità dei lavoratori. Queste condizioni peggiorano ulteriormente lo sfruttamento, mettendo a rischio sicurezza e salute.

Usare spazi non idonei come case di fortuna è una pratica purtroppo comune quando si tratta di lavoratori stranieri senza tutele. Questo comportamento è illecito, sia dal punto di vista penale che amministrativo, e le autorità intervengono per bloccarlo.

Le verifiche dei carabinieri e della Guardia di Finanza mostrano che non basta controllare solo il lavoro: bisogna anche vigilare sulle condizioni di vita di chi lavora. Il caso in provincia di Siena si inserisce in un quadro più ampio, con un numero crescente di interventi giudiziari per fermare queste forme di abuso.

Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Luca Moretti