L’attività eruttiva dell’Etna, che nelle ultime settimane ha mostrato intensa vivacità con emissioni di lava e esplosioni stromboliane, attraversa ora una fase di diminuzione di energia. I dati raccolti dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia indicano un calo significativo del tremore vulcanico, valore chiave che misura la risalita del magma. Questo fenomeno segna un rallentamento dell’eruzione, ma non una sua conclusione. L’Etna resta un vulcano dalle reazioni imprevedibili, capace di riprendere rapidamente vigore anche dopo pause temporanee.
Il calo del tremore vulcanico e il significato per l’attività magmatica interna
Il tremore vulcanico rappresenta un indicatore cruciale per capire su cosa stia succedendo sotto la superficie dell’Etna. Si tratta di un segnale continuo generato dalle vibrazioni prodotte dal magma che risale nei condotti del vulcano. Negli ultimi giorni, l’Osservatorio Etneo di Catania ha monitorato un passaggio del tremore da livelli alti a valori medio bassi. Questo cambiamento indica che la pressione e la forza del magma stanno diminuendo in modo evidente, segnalando un indebolimento dell’attività eruttiva.
Questa fase di stasi è comune nelle dinamiche vulcaniche dell’Etna. In passato, il vulcano ha mostrato più volte comportamenti altalenanti, con intensi momenti di eruzione alternati a periodi di calma apparente che talvolta durano ore o giorni. Dunque, la riduzione del tremore non va interpretata come una cessazione definitiva, ma come una pausa transitoria nell’emissione di magma, che può riprendere con intensità variabile. Dati strumentali come questi aiutano gli esperti a seguire in tempo reale l’evoluzione del fenomeno e a prevedere eventuali riattivazioni.
L’attività stromboliana al cratere di sud-est e le emissioni laviche attuali
L’eruzione attuale dell’Etna si sviluppa soprattutto nel Cratere di Sud-Est, dove si osserva un’attività di tipo stromboliano, caratterizzata da esplosioni di lava incandescenti e emissione di gas. Da tre fratture poste ad alta quota si generano flussi lavici che scendono lentamente lungo le pendici ammonendosi nel paesaggio. Questo tipo di attività crea uno spettacolo visivo notevole, come colonne di fumo e fontane di lava che illuminano il cielo notturno nella zona etnea.
Nonostante queste manifestazioni, al momento non sono segnalate criticità per i residenti o per le infrastrutture. Il flusso lavico rimane contenuto e l’eruzione non provoca disagi particolari. La situazione fa parte della normale attività vulcanica dell’Etna, che si caratterizza per eruzioni a fasi alterne e non sempre accompagnate da eventi violenti o urgenti in grado di mettere in pericolo l’area circostante.
Il monitoraggio costante e l’allerta arancione per il traffico aereo
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia mantiene sotto controllo il vulcano attraverso una rete di strumenti distribuiti sui suoi fianchi e nelle zone sommitale. L’Osservatorio Etneo di Catania raccoglie dati sul tremore, emissioni di gas, sismicità e deformazioni del terreno per valutare costantemente il rischio eruttivo. Queste informazioni aiutano a predisporre misure di sicurezza per la popolazione e i trasporti.
L’allerta attuale per l’aviazione, indicata tramite il Volcano Observatory Notice for Aviation , resta di colore arancione. Questo livello segnala un rischio moderato dovuto alle attività vulcaniche, ma non limita o interrompe il traffico aereo nell’area dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. Le autorità aeronautiche monitorano la situazione con attenzione per garantire che non vi siano pericoli per i voli, confermando la capacità di gestione di emergenze legate al vulcano.
La fase di stanca non modifica in modo sostanziale le condizioni operative delle infrastrutture circostanti, lasciando attive le attività economiche e di trasporto senza particolari restrizioni. L’attenzione rimane alta, in attesa di eventuali variazioni che potrebbero ripristinare periodi di maggiore intensità eruttiva.
Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Elisa Romano