Il Consiglio Dei Ministri assegna il vitalizio a Chiara Vigo, custode della seta del mare

Chiara Vigo riceve il vitalizio per la sua arte della seta del mare. - Unita.tv

Rosanna Ricci

29 Agosto 2025

L’ultima maestra italiana a lavorare il bisso, una fibra pregiata ricavata dalla Pinna Nobilis, riceverà un assegno straordinario vitalizio dal governo. Il riconoscimento rientra nella legge Bacchelli, destinata a sostenere cittadini che hanno un ruolo culturale importante ma vivono in condizioni difficili. Questa decisione mette sotto i riflettori una tradizione millenaria e una specie marina sempre più rara.

Il vitalizio della legge Bacchelli per Chiara Vigo

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni, ha deliberato la concessione di un assegno straordinario vitalizio previsto dalla legge Bacchelli a Chiara Vigo. Questa iniziativa è pensata per cittadini che si distinguono in ambiti culturali o sociali ma che versano in situazioni economiche precarie. Nel caso di Chiara Vigo, il vitalizio serve a riconoscere e supportare la sua attività dedicata alla tessitura del bisso, arte millenaria e rara in Italia.

La legge Bacchelli tende a tutelare persone con un contributo significativo alla cultura e alla società. L’assegnazione del vitalizio a Chiara Vigo non è solo un sostegno economico ma un riconoscimento ufficiale dell’urgenza di preservare un patrimonio culturale immateriale. Come ultima depositaria di questa tecnica, Vigo potrà così continuare a tramandare un’arte fatta di pazienza e conoscenze acquisite lungo generazioni. Senza questo aiuto lo sguardo al futuro della tessitura del bisso sarebbe incerto.

Chiara Vigo, ultimo anello di una lunga tradizione nella tessitura del bisso

Chiara Vigo è considerata l’ultima maestra della tessitura del bisso, arte antica e rara da conservare. Il bisso è una fibra sottile e preziosa estratta dalla Pinna Nobilis, spesso definita “seta del mare”. Questa lavorazione richiede abilità manuale e conoscenze che si sono trasmesse per secoli. Vigo rappresenta un punto di riferimento per la Sardegna, e per l’Italia intera, come custode di questa tecnica.

La sua attività ha radici profonde e si svolge principalmente nella laguna di Sant’Antioco, nel Sud Sardegna. Qui, fino a tempi recenti, si potevano reperire gli esemplari adulti di Pinna Nobilis necessari per produrre il bisso. Oltre al valore culturale, il bisso ha un impatto simbolico nell’identità locale, legata al mare e alle sue risorse. Vigo continua a lavorare questa fibra con metodi tradizionali, mantenendo vivo un sapere antico quasi del tutto scomparso.

La Pinna Nobilis: una specie rara e fondamentale per il bisso

La Pinna Nobilis è un mollusco bivalve che vive nel Mediterraneo, raggiungendo dimensioni fino a un metro e mezzo. Rappresenta la fonte naturale del bisso, chiamato anche “seta del mare” per la sua finezza e lucentezza naturale. Da decenni la specie è in pericolo a causa di pesca indiscriminata e minacce ambientali, tanto che dal 1992 è stata dichiarata specie protetta e in via di estinzione.

L’area intorno a Sant’Antioco è tra i pochi luoghi dove la Pinna Nobilis sopravvive ancora, grazie a interventi di tutela e conservazione. La salvaguardia di questo mollusco porta con sé anche la sopravvivenza della tradizione legata al bisso. Senza Pinna Nobilis, la materia prima sarebbe impossibile da ottenere e l’antica arte della tessitura si perderebbe irrimediabilmente. Le scelte di protezione ambientale hanno quindi un impatto diretto sul mantenimento di un pezzo di cultura materiale.

Il legame tra tutela ambientale e patrimonio culturale in Sardegna

Il caso di Chiara Vigo mostra come la difesa dell’ambiente si intrecci con la conservazione di tradizioni artigianali. La salvaguardia della Pinna Nobilis nella laguna di Sant’Antioco ha valore ecologico ma anche culturale. L’ecosistema marino permette la raccolta della fibra che, lavorata dalle mani esperte di Vigo, diventa un bene con un significato storico e identitario.

Il riconoscimento da parte dello Stato, attraverso la legge Bacchelli, sottolinea il bisogno di proteggere figure chiave che mantengono vive arti come la tessitura del bisso. Questo legame tra natura e cultura si manifesta anche nei rischi rappresentati dall’estinzione della specie. Proteggere il mollusco non solo salvaguarda la biodiversità, ma garantisce una continuità culturale che ha radici nella storia della regione e dell’Italia.

La tessitura del bisso, un patrimonio fragile da preservare

Il bisso è una fibra unica nel suo genere, estratta dalla Pinna Nobilis con un processo che rimane ancora poco diffuso e conosciuto. Chiara Vigo, tramite la pratica quotidiana, mantiene vivo questo patrimonio e aiuta a divulgare l’importanza di questo mestiere antico. Ogni tessuto realizzato rappresenta un legame diretto con il mare, con la biodiversità marina e con secoli di cultura mediterranea.

La concessione dell’assegno vitalizio permette a Vigo di dedicarsi pienamente all’attività, senza dover abbandonare la tradizione per motivi economici. Questo sostegno è necessario perché pochi artigiani oggi possono mantenere vivace una pratica così rara, che richiede dedizione e un rapporto stretto con l’ambiente naturale. La sopravvivenza del bisso come tecnica dipende infatti dalla persistenza sia del mare che dei custodi di questa conoscenza.

Lo Stato italiano, nel riconoscere Chiara Vigo, conferma l’importanza di proteggere le realtà che rappresentano una memoria storica e produttiva unica. Lo scopo è mantenere le radici culturali e biologiche di una regione che si lega indissolubilmente al mare e alle sue risorse. L’artigianato del bisso appartiene a questo legame complesso tra natura, storia e identità di una comunità.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Rosanna Ricci