Come i contatti tra popolazioni hanno influenzato l’evoluzione delle lingue dal Neolitico a oggi

L’evoluzione delle lingue attraverso i contatti tra popolazioni dal Neolitico a oggi - Unita.tv

Serena Fontana

29 Agosto 2025

Lo studio internazionale guidato dall’Università di Zurigo, con la partecipazione dell’Università di Cagliari, ha analizzato il ruolo delle interazioni umane nell’evoluzione linguistica. Attraverso l’incrocio di dati genetici di migliaia di persone con informazioni linguistiche, la ricerca mostra come i contatti tra gruppi abbiano modificato suoni, parole e strutture grammaticali. È emerso che le lingue tendono a diventare più simili nei contesti di contatto, ma questo processo può ridurre la diversità linguistica.

L’impatto dei contatti umani sull’evoluzione linguistica dalle migrazioni antiche a oggi

La ricerca evidenzia che le lingue di popolazioni in contatto si avvicinano tra loro. Questo fenomeno si osserva sia nelle migrazioni neolitiche, avvenute migliaia di anni fa, sia in eventi più recenti come colonialismi e processi di globalizzazione. Analizzando 4.700 individui appartenenti a 558 gruppi diversi, gli studiosi hanno riscontrato un aumento della probabilità di condividere elementi linguistici, dal 4 al 9%, anche tra lingue senza legami di parentela.

Questi dati mostrano come la comunicazione tra gruppi umani abbia lasciato tracce nella struttura delle lingue. Si osservano scambi di suoni e parole, ma anche modifiche nelle regole grammaticali. In alcuni casi, elementi linguistici si sono diffusi rapidamente tra lingue geograficamente distanti grazie a migrazioni o reti commerciali antiche. In altri, la globalizzazione ha accelerato questi scambi tramite migrazioni contemporanee, viaggi internazionali e media digitali.

Le lingue riflettono le relazioni tra le popolazioni: quando le persone si incontrano, le loro lingue mostrano tratti comuni. In alcune situazioni, però, gruppi linguistici scelgono di distinguersi usando aspetti della lingua per sottolineare la propria identità, dando luogo a processi di divergenza linguistica.

Metodo interdisciplinare: la genetica al servizio della linguistica per ricostruire la storia umana

La novità dello studio sta nell’approccio che combina dati genetici e linguistici. I ricercatori hanno utilizzato il patrimonio genetico di migliaia di individui per tracciare i contatti tra popolazioni, incrociando queste informazioni con dati su migliaia di lingue e dialetti. Questo metodo ha permesso di collegare gli spostamenti umani e i contatti sociali alle trasformazioni linguistiche.

L’indagine supera i tradizionali studi basati solo sul confronto linguistico. Il supporto della genetica offre prove concrete e nuovi parametri per stimare l’intensità e il periodo delle interazioni tra popolazioni. Consente di distinguere le contaminazioni linguistiche dovute a migrazioni o scambi culturali da quelle casuali o superficiali.

Un risultato rilevante riguarda la coerenza del fenomeno nel tempo. Il patrimonio genetico conferma che i contatti più antichi, avvenuti durante le migrazioni neolitiche, hanno avuto un peso simile a quelli più recenti, legati a colonizzazioni o globalizzazione. Ciò indica un meccanismo stabile che ha influenzato non solo le lingue ma anche le strutture sociali e culturali.

Lo studio si inserisce in un filone crescente che integra discipline diverse per indagare la storia dell’umanità, offrendo spunti utili anche per comprendere le migrazioni attuali, influenzate da fattori economici, climatici e politici.

Esempi concreti di scambi linguistici e conseguenze per la diversità delle lingue

Le parole prese in prestito da una lingua all’altra sono una testimonianza chiara di questi scambi. Per esempio, “tsunami” è entrato nell’italiano dal giapponese. Allo stesso modo molte lingue hanno adottato termini italiani come “pizza” o “adagio”. Questi casi mostrano come elementi legati all’esperienza quotidiana o alla cultura si diffondano più facilmente rispetto a strutture grammaticali complesse.

I ricercatori hanno osservato che diverse caratteristiche linguistiche si trasferiscono con facilità variabile. L’ordine delle parole e certi suoni si prestano più facilmente a essere condivisi, mentre altri aspetti della grammatica risultano più stabili e meno soggetti a cambiamenti in caso di contatto.

Il fenomeno dei prestiti linguistici riguarda sia le lingue maggiori sia molti dialetti e lingue minori, che rischiano di perdere la propria identità. L’aumento degli scambi, soprattutto nell’era della globalizzazione, favorisce l’arricchimento reciproco ma riduce la varietà linguistica. La scomparsa o l’assimilazione delle lingue meno parlate rappresenta una questione importante nelle politiche di tutela delle lingue indigene.

Infine, questi prestiti sono rilevanti anche per la traduzione automatica, che deve riconoscere termini non originari per migliorare le traduzioni e mantenere la correttezza semantica. In questo modo, le ricerche sulle interazioni linguistiche hanno ricadute concrete anche nelle tecnologie digitali.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Serena Fontana