Roma avvia progetti di educazione affettiva nelle scuole dopo l’aumento di violenze e molestie

Roma introduce l’educazione affettiva nelle scuole contro violenze e molestie. - Unita.tv

Luca Moretti

30 Agosto 2025

Nel 2025 Roma ha deciso di intervenire nelle scuole per contrastare l’incremento di episodi di violenza e molestie contro le donne. La giunta capitolina ha avviato un protocollo biennale con la Fondazione “Una Nessuna Centomila”, attiva in tutta Italia con progetti di educazione affettiva e prevenzione della violenza di genere. La scelta nasce da recenti fatti come due stupri, inseguimenti da parte di molestatori noti e la diffusione di siti che pubblicano foto intime di donne senza il loro consenso. L’obiettivo è sensibilizzare ragazze e ragazzi su relazioni rispettose, uguaglianza di genere e gestione non violenta dei conflitti.

Il protocollo tra Roma e la Fondazione “Una Nessuna Centomila” per l’educazione affettiva

La giunta guidata dal sindaco Gualtieri ha firmato un accordo biennale con la Fondazione “Una Nessuna Centomila”, che ha coinvolto oltre 80.000 giovani in Italia e nelle scuole romane. La fondazione promuove attività di prevenzione della violenza e iniziative di sensibilizzazione al rispetto reciproco. Le volontarie interverranno nelle classi con laboratori e incontri su pedagogia di genere, educazione civica, educazione sessuale e uso consapevole del web e dei dispositivi digitali. Si lavorerà sulla gestione delle emozioni come rabbia, frustrazione e gelosia senza aggressività. L’iniziativa mira anche a sviluppare capacità comunicative per esprimere bisogni e sentimenti senza violenza, con attenzione al consenso e ai confini personali.

Questa collaborazione arriva in un momento delicato per Roma, dove la sicurezza delle donne negli spazi pubblici è stata messa a dura prova da episodi di violenza che hanno allertato istituzioni e cittadini. L’accordo vuole offrire ai giovani strumenti per interrompere il ciclo che spesso porta a comportamenti aggressivi o sessisti.

Formazione obbligatoria per insegnanti e coinvolgimento degli educatori romani

Parallelamente ai corsi nelle scuole, Roma Capitale ha previsto un intervento rivolto agli adulti che lavorano con i più piccoli. L’assessorato alla scuola, guidato da Claudia Pratelli, sta conducendo incontri formativi per circa 7.500 educatori e insegnanti di nidi e scuole d’infanzia. Questi incontri, organizzati in gruppi di massimo 40 partecipanti, sono obbligatori e affrontano temi come educazione alle relazioni, decostruzione degli stereotipi di genere e riconoscimento dei segnali di violenza.

La formazione degli adulti punta a creare un ambiente scolastico più consapevole, in cui prevenire per tempo comportamenti problematici. Un’altra iniziativa collegata è un bando da 420 mila euro per selezionare enti del terzo settore che realizzeranno progetti di educazione alle relazioni rivolti a studenti delle scuole medie. Questi progetti partiranno tra novembre e gennaio e si svolgeranno durante le ore curricolari, diventando parte integrante del programma di studio.

Oltre a queste attività, Roma sta potenziando i centri antiviolenza e promuovendo la cultura delle pari opportunità con il lavoro di figure come Monica Lucarelli, impegnata nel sostegno alle donne vittime di violenza e nella diffusione di strategie di prevenzione.

L’impatto sociale della nuova educazione affettiva nelle scuole di Roma

L’introduzione di corsi basati sulla pedagogia di genere e sull’educazione al rispetto nelle scuole di Roma risponde a una situazione di allarme sociale che ha coinvolto la città nel 2025. Di fronte a episodi che hanno colpito la comunità, si punta a educare le nuove generazioni a relazionarsi senza violenza o stereotipi di genere.

La Fondazione “Una Nessuna Centomila” ha consolidato il suo ruolo con progetti nazionali e riconoscimenti, come il premio DVF Awards, per l’attenzione alla prevenzione e alla cultura del rispetto. Le attività proposte affrontano non solo la violenza fisica, ma anche la cultura sessista e digitale che la alimenta, in particolare con la diffusione non autorizzata di immagini intime.

L’azione combinata tra formazione degli adulti e coinvolgimento diretto degli studenti mira a costruire consapevolezza e strumenti concreti. A Roma, dove in passato sono emerse criticità legate alla sicurezza delle donne, questa strategia vuole lasciare un segno duraturo nell’educazione civica.

Tra i casi discussi anche in Procura ci sono denunce e iniziative legali contro piattaforme come Facebook per danni legati alla pubblicazione di contenuti sessisti o lesivi. Questo evidenzia come la lotta contro la violenza si estenda anche al mondo digitale, rafforzando la necessità di educare all’uso responsabile di internet e delle nuove tecnologie fin dall’età scolare.

Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Luca Moretti