Salute mentale nelle Marche: ultima in Italia, medici in fuga e servizi al collasso. La denuncia della consigliera Vitri

Marche, crisi salute mentale: medici in fuga e servizi al limite. - Unita.tv

Luca Moretti

30 Agosto 2025

La salute mentale nelle Marche è in crisi. La regione si piazza agli ultimi posti in Italia per qualità e assistenza psichiatrica. Mancano medici specializzati, alcune strutture chiave hanno chiuso e le liste d’attesa si allungano sempre di più. Il risultato? Un’emergenza che mette a rischio il benessere di tante persone. Nel mezzo di un acceso dibattito sulla sanità pubblica, spuntano critiche forti e qualche proposta per provare a cambiare rotta.

Marche, fuga di psichiatri e psicologi: un servizio sempre più fragile

Negli ultimi due anni le Marche hanno perso 13 medici tra psichiatri e psicologi, soprattutto negli ospedali di Pesaro, Fano e nel centro di Galantera. Non si tratta di medici che hanno lasciato per motivi esterni, ma di professionisti che hanno scelto di fare altro. Una situazione che ha messo in ginocchio i servizi. Meno personale specializzato significa meno capacità di curare patologie come ansia, depressione, disturbi alimentari e altri disturbi psichiatrici.

Il centro disturbi del comportamento alimentare di Galantera, un tempo punto di riferimento, da cinque anni non prende più in carico i minori. I giovani pazienti devono rivolgersi altrove, come all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, con disagi per le famiglie e pause nei trattamenti. A questo si aggiungono orari ridotti e difficoltà organizzative nei Centri di Salute Mentale, che spesso non garantiscono continuità. Il rischio è che molti pazienti peggiorino.

Più di qualcuno parla di una situazione “drammatica”. Famiglie e operatori denunciano tempi d’attesa lunghissimi. Gli interventi urgenti si fanno aspettare, creando un corto circuito tra bisogni reali e risposte disponibili. La carenza di personale, insieme alla chiusura o al ridimensionamento di poli specialistici, aggrava ancora di più la crisi della salute mentale nelle Marche.

Muraglia, la cittadella della salute mentale nel caos: pazienti trasferiti senza regole

Un altro nodo critico è la cittadella della salute mentale di Muraglia, storica struttura psichiatrica. La demolizione dell’edificio ha costretto a spostare i pazienti in altre sedi, ma senza un vero coordinamento. I trasferimenti sono stati fatti “come pacchi”, senza rispettare i percorsi terapeutici e senza considerare le esigenze personali o il rapporto con gli operatori.

Questo smantellamento rischia di buttare via anni di lavoro e investimenti, creando malumore tra medici, familiari e utenti. Il ridimensionamento del polo di Muraglia sarà difficile da compensare con la rete territoriale, già carente di risorse e strutture. La capacità di intervento è calata, aumentando la vulnerabilità di chi soffre di disturbi psichiatrici gravi, spesso lasciati senza il supporto necessario.

Manca un piano coordinato per riorganizzare i servizi e il personale scarseggia. La domanda di cure cresce, ma l’offerta si restringe, con conseguenze pesanti per pazienti e famiglie.

Ritardi e silenzi della politica: le accuse alla giunta Acquaroli

La consigliera regionale Micaela Vitri non ha esitato a puntare il dito contro la giunta Acquaroli per i ritardi nell’affrontare questa emergenza. Negli ultimi cinque anni la situazione della salute mentale nelle Marche è peggiorata nettamente. Nonostante 33 interrogazioni – di cui 9 firmate in prima persona – nessuna risposta concreta è arrivata.

La giunta viene accusata di poca attenzione e di politiche inefficaci. Orari ridotti nei centri di salute mentale e mancanza di continuità assistenziale sono solo alcune delle criticità segnalate. Tutto questo si riflette sulla qualità dei servizi e sulla fiducia di chi si affida al sistema pubblico.

Anche la gestione di enti come l’Atim ha fatto discutere: oltre 12 milioni di euro sprecati in due anni senza risultati tangibili. Le critiche si estendono alle scelte nazionali, con richieste di rivedere la destinazione di fondi pubblici, puntando in particolare a ridurre la spesa militare per investire di più nella sanità.

Le proposte per rilanciare la salute mentale: più personale e servizi sul territorio

Davanti a questa emergenza, Micaela Vitri indica alcune priorità da affrontare subito. Serve innanzitutto più personale sanitario e servizi attivi 24 ore su 24, specialmente nei comuni interni della regione, dove le persone spesso sono isolate e senza alternative.

Garantire la continuità terapeutica vuol dire evitare interruzioni nei percorsi di cura, che spesso saltano per trasferimenti improvvisi o mancanza di operatori. La prevenzione deve diventare un pilastro, con investimenti in educazione, sostegno alle famiglie e campagne per combattere lo stigma legato ai disturbi mentali.

Il coinvolgimento diretto delle associazioni familiari è fondamentale per offrire un aiuto più mirato e concreto agli utenti. Monitorare regolarmente la qualità dei servizi permette di intervenire in fretta quando emergono problemi. Incentivare progetti che favoriscano l’autonomia dei pazienti può alleggerire la pressione sugli ospedali.

Infine, va combattuto con forza lo stigma sociale intorno alla salute mentale. Solo così si potrà costruire una rete di supporto davvero inclusiva.

Marche 2025: uno sguardo alla salute mentale tra crisi e speranze

La salute mentale nelle Marche è in una fase critica. Mancano personale qualificato, le strutture sono in difficoltà e la gestione lascia a desiderare. Il quadro è preoccupante e si riflette su pazienti e famiglie.

La denuncia della consigliera Vitri è un campanello d’allarme per le istituzioni regionali e nazionali. Il dibattito politico si fa sempre più acceso, con proposte per rilanciare la sanità pubblica e mettere mano a liste d’attesa e mobilità passiva.

Le strutture di riferimento, penalizzate da chiusure e trasferimenti senza un piano, rischiano di lasciare scoperti molti bisogni. La domanda di assistenza cresce, ma la risposta tarda ad arrivare. Le Marche aspettano scelte concrete per affrontare una crisi che coinvolge un numero sempre maggiore di cittadini e famiglie.

Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Luca Moretti