Il carcere di Barcaglione ad Ancona coltiva ortaggi e produce olio per le famiglie in difficoltà

Il carcere di Ancona coltiva ortaggi e produce olio solidale. - Unita.tv

Serena Fontana

29 Agosto 2025

L’orto sociale del carcere di Barcaglione, ad Ancona, continua a dare risultati sorprendenti. Il progetto agricolo coinvolge circa sessanta detenuti e in questi mesi ha prodotto duecento chili di pomodori e melanzane. Questi prodotti vengono distribuiti alle famiglie in difficoltà della città, grazie al mercato di Campagna Amica di Coldiretti Ancona. Un’iniziativa che mette insieme lavoro, formazione e solidarietà in un ambiente complesso come quello carcerario.

Un progetto agricolo che fa formazione e aiuta il reinserimento

L’orto sociale all’interno del carcere di Ancona offre ai detenuti la possibilità di imparare un mestiere legato all’agricoltura. Sotto la guida del tutor Antonio Carletti, i sessanta partecipanti coltivano ortaggi e frutta, gestendo tutta la produzione con un impegno che va ben oltre il semplice lavoro manuale. L’obiettivo è chiaro: dare una vera opportunità di reinserimento nella società, attraverso l’apprendimento pratico, il lavoro di gruppo e il rispetto dei tempi della natura. Questo crea un ambiente in cui si cresce e si assume responsabilità, qualcosa di prezioso per chi vive in un contesto di restrizione. Il modello di Barcaglione si inserisce in una realtà più ampia, quella degli orti sociali carcerari in Italia, che hanno dimostrato di migliorare non solo la vita dentro le mura ma anche il rapporto con il territorio.

Olio, miele e carne: la fattoria del carcere punta sulla biodiversità

Oltre a pomodori e melanzane, la fattoria di Barcaglione ha diversi filoni produttivi. Nel terreno interno c’è un uliveto che produce olio extravergine di oliva, utilizzato anche per far capire il valore dei prodotti artigianali di qualità. I detenuti si occupano anche dell’allevamento di pecore, da cui ottengono carne e formaggi, seguendo metodi e tradizioni locali. Da poco sono arrivati anche animali di bassa corte, come la gallina Ancona, simbolo di biodiversità e tutelata da Campagna Amica. Questa scelta mette in luce l’attenzione alla conservazione delle razze autoctone e l’importanza di un’agricoltura sostenibile e di qualità.

Campagna Amica porta i prodotti del carcere nelle case di Ancona

Da qualche tempo la fattoria di Barcaglione è entrata nel circuito di Campagna Amica, un’iniziativa nazionale di Coldiretti che sostiene i piccoli produttori locali e la tutela della biodiversità. Grazie ai mercati di Ancona e Falconara Marittima, i prodotti dell’orto sociale arrivano direttamente alla comunità, soprattutto alle famiglie che stanno attraversando momenti difficili. Far parte di questo circuito è una dimostrazione concreta di come un’economia solidale e la produzione agricola possano andare di pari passo, restituendo alla società quello che nasce dal lavoro dentro il carcere. Si crea così un circolo virtuoso, dove l’agricoltura diventa anche uno strumento di aiuto sociale.

Un progetto che fa bene ai detenuti e alla comunità

L’esperienza del carcere di Barcaglione dimostra come l’attività agricola possa aprire nuove strade di confronto e crescita per i detenuti, promuovendo un modello inclusivo che guarda anche al benessere della comunità. La consegna di duecento chili di ortaggi, frutto di collaborazione e impegno, è il segno di un percorso che guarda al futuro, basato sul lavoro e sulla partecipazione. Il coinvolgimento di oltre sessanta persone conferma quanto queste iniziative siano importanti per creare nuove opportunità, sia a livello personale che collettivo. L’esperienza di Barcaglione si inserisce in un quadro più ampio, dove orti sociali e fattorie carcerarie in Italia diventano punti di riferimento per solidarietà e il recupero di legami con il mondo esterno.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Serena Fontana