Sta per chiudersi il procedimento che vede coinvolti Ciro Grillo e tre amici genovesi, accusati di un presunto stupro di gruppo a Porto Cervo. Sono passati quasi sei anni dai fatti, e le ultime udienze si stanno svolgendo a Tempio Pausania, al centro di un acceso dibattito giudiziario e mediatico. Il pubblico ministero ha chiesto nove anni di carcere, un passaggio importante verso la sentenza, mentre la difesa insiste che i rapporti sono stati consensuali.
La vicenda e le tappe principali del processo per stupro di gruppo a Porto Cervo
Tutto risale alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, in una villetta di Porto Cervo appartenente alla famiglia Grillo. Due studentesse di 19 anni, una italo-norvegese e un’amica coetanea, hanno denunciato di essere state vittime di un’aggressione sessuale di gruppo da parte di Grillo e tre suoi conoscenti: Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia.
Il processo è iniziato il 16 marzo 2022, con gran parte delle udienze a porte chiuse, per mantenere riservati molti dettagli. L’udienza del 1° settembre 2025 è stata rinviata per la chiusura del Palazzo di giustizia durante le festività locali, ma è ripresa il giorno dopo. Dopo anni di dibattito, il caso, che ha tenuto alta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana, si avvicina a una conclusione.
In aula: le repliche e la richiesta del pm
Durante la requisitoria, il pubblico ministero Gregorio Capasso ha chiesto nove anni di reclusione per tutti gli imputati. Ha tenuto conto delle attenuanti generiche, ma ha sottolineato quanto gravi siano state le conseguenze per le vittime. Capasso ha descritto la situazione come molto delicata, considerando anche che tutti i coinvolti avevano appena 19 anni al momento dei fatti.
Dall’altra parte, la difesa, rappresentata dagli avvocati degli imputati, insiste che i rapporti siano stati consenzienti, senza violenza o costrizione. Gli imputati ribadiscono la loro innocenza, sostenendo che le due ragazze hanno agito di propria volontà. Questi punti saranno al centro delle controrepliche, previste per mercoledì 3 settembre, un momento chiave per chiudere le discussioni in aula.
Tempio Pausania, il tribunale e i tempi della sentenza
Il processo si svolge al tribunale di Tempio Pausania, con il collegio giudicante guidato dal giudice Marco Contu. La chiusura temporanea del Palazzo di giustizia ha spostato le ultime udienze, e la sentenza è ora attesa tra il 3 e il 4 settembre 2025. Il tribunale valuterà con attenzione le ultime argomentazioni prima di decidere.
Il rinvio dipende anche dai tempi tecnici necessari per analizzare tutte le prove. Il procedimento, ormai agli sgoccioli, ha attirato molta attenzione mediatica e sociale, soprattutto per la notorietà di Ciro Grillo. L’esito dell’udienza sarà decisivo per stabilire la posizione degli imputati e per la risposta della giustizia a una vicenda che ha segnato l’opinione pubblica italiana.
Le parole della parte civile e il peso sul dibattito pubblico
L’avvocata Giulia Bongiorno, che rappresenta la studentessa italo-norvegese parte lesa, ha sottolineato più volte la serietà del caso e come è stata gestita la testimonianza della sua assistita. Ha ricordato che durante l’esame sono state fatte ben 1.675 domande, alle quali la ragazza ha risposto mantenendo coerenza.
Per Bongiorno, si tratta di un problema culturale, dove troppo spesso il consenso femminile viene ignorato o sottovalutato. Ha messo in luce l’importanza di proteggere i diritti delle vittime e di riconoscere il valore delle loro testimonianze nei processi penali. Le sue dichiarazioni hanno alimentato il dibattito sulla cultura del consenso e sulla sicurezza delle giovani donne in Italia.
Questo caso resta un tema centrale nelle discussioni pubbliche e giudiziarie, richiamando l’attenzione su temi delicati come l’età, le relazioni e la percezione sociale dei reati sessuali. La decisione del tribunale di Tempio Pausania sarà seguita con grande attenzione, perché potrebbe segnare un precedente importante e chiarire la posizione della giustizia italiana su questi fatti.
Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Giulia Rinaldi