Un’auto ha percorso contromano per circa 10 chilometri sulla carreggiata est del raccordo autostradale RA13, causando una situazione di alto rischio per gli altri automobilisti. La polizia stradale di Trieste è riuscita a fermare il veicolo solo dopo averlo affiancato e intimato l’alt con sirene e lampeggianti. Il conducente è risultato negativo all’alcoltest, ma ha subito sanzioni pesanti, tra cui una multa fino a 10.000 euro, il fermo amministrativo della vettura e la revoca della patente. Il caso mette in evidenza la rilevanza dei monitoraggi video e la prontezza delle forze dell’ordine nel gestire emergenze stradali.
Il percorso contromano lungo il raccordo ra13 e la segnalazione delle autorità
Mercoledì sera, sulle strade del Friuli Venezia Giulia, un’auto ha preso contromano lo svincolo di Fernetti per immettersi sulla carreggiata est del raccordo RA13. Questa corsia viene solitamente percorsa solo nel senso di marcia opposto, quindi dirigendosi verso Monfalcone e il confine di Stato. La macchina ha viaggiato per circa 10 km, procedendo sulla corsia di sorpasso e superando i 100 km/h.
La segnalazione del veicolo fuori traiettoria è arrivata rapidamente alla sala operativa del Centro operativo polizia stradale di Udine, grazie anche ad altre segnalazioni telefoniche di automobilisti. Le telecamere a circuito chiuso poste lungo la carreggiata hanno immortalato chiaramente il passaggio del mezzo nella direzione sbagliata, fornendo elementi imprescindibili per la localizzazione e la risposta immediata.
La situazione presentava un pericolo grave e immediato per chi stava circolando normalmente sulla carreggiata est, creando un rischio elevato di incidenti frontali. La scelta dei tempi e dei modi per bloccare la corsa in contromano ha richiesto attenzione e coordinazione da parte delle forze di polizia.
L’intervento tempestivo della polizia stradale Di Trieste per fermare il veicolo
Una pattuglia della polizia stradale di Trieste, impegnata sulla carreggiata opposta di tale raccordo, è stata allertata immediatamente. Gli agenti hanno individuato il mezzo pericoloso nei pressi degli svincoli di Sistiana e lo hanno affiancato pur divisi dallo spartitraffico centrale della strada. La polizia ha fatto uso di sirene, lampeggianti e persino altoparlanti, richiamando il conducente a fermarsi.
Nonostante gli allarmi, l’automobilista ha continuato per altri 2 km prima di arrestare la marcia. Questa fuga ha aumentato il rischio per altri utenti della strada, sottolineando la gravità della situazione. Le forze dell’ordine, pur separate da barriere fisiche, sono riuscite a tenere sotto controllo la vettura e a impedire che la situazione degenerasse in un incidente.
A questo punto, il conducente è stato bloccato e sottoposto a test etilometrico, che ha escluso la presenza di alcol nel sangue. L’assenza di guida in stato di ebbrezza non ha però evitato pesanti sanzioni.
Le sanzioni per il comportamento pericoloso e la normativa vigente
Le conseguenze per la guida contromano sull’autostrada sono severe, vista l’estrema pericolosità. Il codice della strada prevede multe che possono arrivare fino a 10 mila euro, un fermo amministrativo del veicolo e la revoca della patente, tutte sanzioni applicate al conducente.
La multa elevata riflette l’intenzione delle autorità italiane di scoraggiare comportamenti potenzialmente letali per la sicurezza pubblica. La revoca della patente, inoltre, impedisce immediatamente all’automobilista di riprendere la guida mentre durano le procedure amministrative per eventuali provvedimenti ulteriori.
Il fermo amministrativo del veicolo serve a togliere dalla circolazione un mezzo utilizzato in maniera irresponsabile, evitando il ripetersi di situazioni simili. Questi provvedimenti si inseriscono in un contesto di maggior rigore sulle infrazioni più gravi e rischiose sulla rete stradale, soprattutto sulle autostrade e raccordi.
Ruolo strategico delle tecnologie e delle forze di polizia nella gestione di emergenze stradali
L’episodio sul raccordo RA13 mostra la funzione decisiva delle telecamere di sorveglianza nel monitorare costantemente il traffico e nell’identificare rapidamente situazioni di pericolo. Le immagini acquisite da impianti di videosorveglianza aggiungono informazioni preziose, come la posizione esatta e la direzione di marcia del veicolo fuorilegge.
In questo caso la collaborazione tra la sala operativa, i segnali degli automobilisti e il pronto intervento di una pattuglia sulle corsie opposte ha impedito conseguenze drammatiche. La coordinazione ha dimostrato quanto siano importanti le risorse umane e tecnologiche per gestire emergenze in cui ogni secondo conta.
In Friuli Venezia Giulia, così come nel resto del paese, la polizia stradale continua a presidiare le vie di collegamento cruciali, assicurando sorveglianza costante e prontezza nel rispondere a violazioni pericolose come la guida contromano su autostrade o raccordi.
La sicurezza degli utenti passa dalla capacità di bloccare rapidamente ogni condotta che metta a repentaglio vite umane: lo dimostra questo intervento che ha evitato incidenti potenzialmente gravi.
Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Serena Fontana