Udine, il settore manifatturiero tiene nel secondo trimestre del 2025 ma resta in calo su base annua

Manifattura a Udine: stabilità trimestrale ma calo annuale - Unita.tv

Luca Moretti

29 Agosto 2025

Nel secondo trimestre del 2025 il comparto manifatturiero della provincia di Udine ha mostrato una leggera crescita su base trimestrale, nonostante permangano difficoltà nel confronto con l’anno precedente. L’indagine condotta dall’Ufficio studi di Confindustria Udine evidenzia un quadro fatto di stabilità produttiva, aumento dell’uso degli impianti e moderata ripresa dell’occupazione. Tuttavia, le imprese manifestano cautela legata a fattori esterni come l’inasprimento dei dazi commerciali, in particolare verso gli Stati Uniti, secondo mercato di riferimento per l’export locale.

Produzione industriale in ripresa trimestrale ma in calo rispetto al 2024

La produzione industriale nel territorio di Udine ha segnato un incremento dello 0,7% nel secondo trimestre 2025 rispetto ai tre mesi precedenti. Questo segnale indica una capacità di tenuta del comparto manifatturiero, che riesce a reagire in un contesto economico ancora complesso. L’indice di utilizzo degli impianti è salito al 77%, rispetto al 75,2% del trimestre precedente, segno che le aziende stanno impiegando in modo più intenso le proprie strutture produttive per rispondere alla domanda.

Restano però differenze nel confronto con il secondo trimestre del 2024, periodo che registra un calo del 2,4% della produzione industriale. Questa contrazione riflette dinamiche dell’industria che si vanno consolidando dopo mesi di incertezze legate a condizioni economiche globali non favorevoli. A livello nazionale l’industria italiana affronta una fase di ristrutturazione, con spinte verso digitalizzazione e sostenibilità, ma anche difficoltà legate ai costi energetici elevati e ai cambiamenti negli scenari commerciali internazionali. Il Nordest, e Udine in particolare, continuano a risentire di queste tensioni pur mantenendo segnali di reattività e adattamento.

Vendite e occupazione: moderata crescita tra segnali contrastanti

Le vendite delle imprese manifatturiere udinesi hanno mostrato un aumento del 2% rispetto al trimestre precedente. Questo rialzo è un fattore positivo, soprattutto se confrontato con la flessione del 2,4% registrata nel confronto anno su anno. Il mercato continua a influenzare la domanda interna e internazionale, con l’export che resta elemento cruciale per la sostenibilità delle aziende locali.

L’occupazione nel comparto ha evidenziato stabilità, con una leggera variazione positiva dello 0,5% nel secondo trimestre. Il dato parla di una tenuta del lavoro, in un settore che però deve ancora confrontarsi con l’andamento incerto del mercato globale. L’aumento dell’utilizzo degli impianti e la crescita moderata di vendite ed occupazione mostrano che, nonostante le condizioni esterne non siano ancora ottimali, le imprese udinesi stanno mantenendo un livello di attività coerente e resiliente.

Timori e incertezze sul commercio internazionale, focus sui dazi USA

Le imprese manifatturiere della provincia esprimono preoccupazioni riguardo all’evoluzione del commercio internazionale, in particolare per l’intensificarsi dei dazi doganali. Il mercato statunitense è il secondo sbocco più importante per le esportazioni udinesi, subito dopo la Germania. L’inasprimento delle barriere commerciali verso gli Stati Uniti pesa sulle strategie di vendita e sugli orientamenti degli investimenti futuri.

Le tensioni tra Unione Europea e Stati Uniti rimangono un tema centrale nel 2025, con continui negoziati per cercare di ridurre le misure protezionistiche. Le ditte sul territorio monitorano attentamente ogni sviluppo, consapevoli che ogni cambiamento può influenzare le catene di fornitura e la competitività sugli scenari internazionali. Questo clima di incertezza frena le aspettative di crescita e rende cauti molti operatori economici.

Resilienza e investimenti in innovazione, sostenibilità e competenze

Secondo Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine, “la capacità delle imprese locali di resistere alle difficoltà risiede in una strategia focalizzata su investimenti tecnologici, attenzione all’ambiente e sviluppo delle competenze.” Questi elementi aiutano a mantenere la competitività, anche in un mercato che presenta forti sfide.

Le aziende della provincia stanno puntando su tecnologie avanzate e processi più sostenibili, seguendo le direttive europee e approfittando dei fondi disponibili per la transizione ecologica e digitale. A livello regionale, settori come quello del legno e arredamento adottano software CAD/CAM e tecniche di rivestimento innovativo per migliorare la produzione. Questa evoluzione non solo rafforza la posizione di mercato, ma sostiene anche la stabilità occupazionale, dato che la crescita delle competenze professionali è integrata nei percorsi produttivi.

Appello a una politica industriale europea più incisiva

Il presidente Pozzo ha messo in luce la necessità di un cambiamento concreto nella politica industriale dell’Unione Europea. Il sistema produttivo locale mostra segni di solidità, ma la sola forza delle imprese non basta a fronteggiare le sfide globali. Pozzo ha sottolineato come il settore pubblico europeo sia rimasto indietro rispetto alle esigenze di competitività, sicurezza energetica e ricerca strategica.

L’appello riguarda una maggiore protagonismo dell’Europa negli ambiti chiave dell’industria e della politica comune, per rafforzare le imprese e sostenere la crescita in un contesto internazionale complesso. L’obiettivo è garantire che il Vecchio Continente non resti marginale nei grandi cambiamenti economici, ma svolga un ruolo attivo nel definire le regole e le opportunità future.

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Luca Moretti