Potenziamento del sistema di emergenza in Friuli Venezia Giulia con tre nuove ambulanze operative nelle zone critiche

Tre nuove ambulanze potenziano l’emergenza nelle aree critiche del Friuli Venezia Giulia. - Unita.tv

Davide Galli

31 Agosto 2025

Il Friuli Venezia Giulia ha attivato tre nuove ambulanze per rafforzare la risposta alle emergenze sanitarie in aree montane e costiere, zone solitamente difficili da raggiungere. Questo intervento riguarda l’estate e l’autunno del 2025 e coinvolge una rete locale di enti sanitari impegnati a migliorare l’assistenza ai cittadini. L’obiettivo è monitorare sul campo l’efficacia del potenziamento per valutarne la possibile integrazione nel piano di emergenza-urgenza regionale.

Attivazione e collocazione delle ambulanze nei territori di montagna e costa

A partire da questa estate, una delle ambulanze avanzate è entrata in servizio a Sappada, area montana nota per l’affluenza turistica, con operatività garantita fino al 30 settembre. A seguire, un secondo mezzo di tipo avanzato sarà schierato ad Ampezzo fino al termine dell’anno. Parallelamente, a Monfalcone la presenza dell’ambulanza di base, già attiva, è stata estesa sulle 24 ore. Questa mossa mira a rispondere alle peculiarità geografiche e alla domanda sanitaria stagionale, soprattutto nelle zone di maggiore afflusso turistico, considerate critiche per un tempestivo intervento medico.

La scelta di collocare una ambulanza avanzata proprio a Sappada viene dall’evidente necessità di garantire soccorsi rapidi in ambienti dove il territorio montano può rallentare i tempi di risposta. Ad Ampezzo, la presenza fino alla fine dell’anno indica la volontà di coprire anche la bassa stagione, in modo da assicurare continuità nell’assistenza. L’estensione a Monfalcone del servizio ambulanziero di base rappresenta un ulteriore passo per mantenere un presidio h24 in un’area costiera in cui la domanda può aumentare improvvisamente.

Questi mezzi potranno intervenire anche in aree difficili, grazie a equipaggiamenti adeguati e personale specializzato. Il periodo di prova permetterà di capire l’effettiva ricaduta sulla qualità dell’assistenza e sui tempi di intervento, soprattutto durante i picchi di accesso richiesti dalla componente turistica nel territorio regionale.

Il coordinamento delle strutture sanitarie e l’importanza del progetto sperimentale

L’iniziativa è frutto di un’intesa tra più enti sanitari territoriali: l’Azienda regionale di coordinamento per la salute , l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale , l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e Sores, la centrale operativa regionale per le emergenze. Questi soggetti hanno condiviso obiettivi e modalità operative per gestire in modo coerente il potenziamento del sistema di emergenza-urgenza.

Il carattere sperimentale del progetto è fondamentale: le tre ambulanze in servizio serviranno a raccogliere dati e indicatori di efficacia sul territorio, valutando la capacità di copertura e l’impatto sulle criticità locali. Il monitoraggio consentirà di capire come migliorare tempi e qualità degli interventi e come aggiornare il Piano emergenza-urgenza regionale con informazioni solide. La collaborazione tra questi enti assicura un coordinamento stretto tra il soccorso sanitario e la rete ospedaliera.

Grazie a questa sinergia operativa sarà possibile intervenire in modo più rapido ed efficace, soprattutto in aree montane e turistiche dove la presenza dei mezzi e del personale medico deve essere tempestiva. La ricerca di dati ha l’obiettivo di costruire un quadro preciso della situazione, indispensabile per affrontare le sfide di soccorso in un territorio con caratteristiche geografiche e demografiche diverse.

Le sfide territoriali e l’impatto sulla qualità del soccorso in contesti complessi

Il Friuli Venezia Giulia conta varie zone caratterizzate da difficoltà di accesso, come le montagne e le coste affollate in estate. L’afflusso stagionale di turisti aumenta la domanda di emergenze mediche fuori dalla normalità, rendendo necessario un rafforzamento dei mezzi disponibili. Le nuove ambulanze sono pensate per rispondere a questo bisogno, garantendo un’assistenza più rapida e adatta a ciascun contesto.

La presenza costante sul territorio di mezzi attrezzati e personale preparato aiuta a superare i problemi dovuti alla morfologia del territorio. Questi mezzi, infatti, possono operare in situazioni complesse, grazie a tecnologie avanzate e compilazioni specifiche per gli interventi d’emergenza. Il periodo sperimentale permetterà di verificare se la risposta sanitaria migliora davvero rispetto al passato, anche durante le stagioni di punta.

L’intervento sulle regioni montane come Sappada e Ampezzo mira a colmare lacune di assistenza che si manifestano frequentemente in luoghi con scarsa viabilità e grandi distanze da ospedali. La copertura h24 a Monfalcone invece risponde al bisogno di un controllo costante nelle aree di mare, con un aumento dei residenti temporanei durante le vacanze. Questa organizzazione si propone di ridurre i tempi di intervento, ottimizzare le risorse e mettere in sicurezza i cittadini e i turisti con un sistema sanitario più pronto e radicato sul territorio, anche in situazioni difficili.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Davide Galli