La situazione dei docenti di religione cattolica in Lombardia resta precaria a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026. Pur avendo superato le prove concorsuali lo scorso aprile e agosto, questi insegnanti non sono ancora stati immessi in ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal primo settembre, causando forte disagio e tensioni. Sindacati e rappresentanti sollevano critiche pesanti verso la gestione della procedura da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale e chiedono interventi urgenti per sbloccare la vicenda.
La mancata immissione in ruolo dopo i concorsi: un problema che pesa su migliaia di docenti
Il DM 144/2025 aveva messo a disposizione della Lombardia un contingente definito di posti da assegnare ai docenti di religione, 488 tra infanzia e primaria e 445 per la scuola secondaria, oltre a 315 posti aggiuntivi previsti. Nonostante le prove concorsuali si siano svolte regolarmente, il 18 aprile per la secondaria e il 20 agosto per infanzia e primaria, l’assunzione a tempo indeterminato non è ancora stata formalizzata.
L’immissione in ruolo doveva decorre dal 1° settembre 2025, ma questa scadenza non è stata rispettata, creando perplessità riguardo alla possibile decorrenza giuridica ed economica delle immissioni future. Molti di questi insegnanti vantano un’esperienza di oltre 8 anni, in molti casi superando anche i 25 anni di contratti a tempo determinato. La mancata stabilizzazione mette a rischio i diritti acquisiti e alimenta una sensazione di incertezza professionale diffusa tra il personale.
Le motivazioni del ritardo non sono ancora state chiarite dall’Amministrazione regionale, lasciando i docenti nel limbo. Questa situazione si riflette sul clima all’interno delle scuole e può compromettere l’avvio regolare delle attività didattiche nel comparto dell’insegnamento religioso.
Critiche dei sindacati: gestione lombarda definita un fallimento e richiesta di interventi immediati
Sindacati come FENSIR e SAIR denunciano una gestione poco seria e ritardata dell’intera procedura di assunzione in Lombardia. Giuseppe Favilla, segretario generale nazionale della FENSIR, ha definito il comportamento della Regione “un fallimento clamoroso” per una realtà che, da sempre, viene vista come efficiente sul versante della pubblica amministrazione.
Favilla ha evidenziato il clima di delusione che attraversa molti docenti, alcuni dei quali stanno pensando di abbandonare l’insegnamento della religione cattolica per cercare altre opportunità di occupazione, scoraggiati dall’assenza di risposte concrete. Chiedono che le assunzioni vengano effettuate con effetto giuridico ed economico a partire dal primo settembre 2025, come previsto dal decreto ministeriale.
Il segretario FENSIR ricorda che, se necessario, l’immissione dovrebbe avvenire anche tramite un decreto “last minute”, anche se emanato poche ore prima della scadenza di legge. L’urgenza è alta per garantire stabilità e riconoscimento a docenti che hanno sopportato anni di precariato.
Problemi con le graduatorie di infanzia e primaria: errori nei punteggi aggravano il disagio
Un ulteriore tassello di difficoltà arriva dalla pubblicazione delle graduatorie relative ai concorsi per infanzia e primaria. Tra il 27 e il 29 agosto, il Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione ha segnalato gravi errori nei punteggi assegnati ai candidati.
Mariangela Mapelli, segretaria del SAIR, ha denunciato che alcune correzioni non conformi al bando hanno penalizzato i docenti, tra cui un caso in cui un presidente di sottocommissione ha decurtato 12 punti da un aspirante insegnante. Questa situazione ha costretto il sindacato a formalizzare reclami per tutelare gli iscritti, evidenziando bassi livelli di trasparenza e correttezza.
Gli errori nei punteggi complicano ulteriormente la definizione delle graduatorie definitive, rallentano le assunzioni e aumentano il malumore fra gli insegnanti, amplificando il senso di disorganizzazione nella gestione locale della procedura.
Richieste precise dai docenti e sindacati: riconoscere diritti e recuperare dignità professionale
FENSIR e SAIR hanno ribadito un messaggio condiviso dagli insegnanti: non si chiedono privilegi ma il riconoscimento dei diritti. Dopo decenni di incarichi a termine per molti, diventa urgente restituire a questi docenti una situazione lavorativa stabile e dignitosa.
Le richieste principali riguardano la decorrenza giuridica ed economica delle immissioni in ruolo a partire dal 1° settembre 2025, così da non perdere anni di servizio e di contribuzione. Viene chiesto il rispetto degli impegni previsti dal DM 144, con procedure rapide e trasparenti.
La mancata regolarizzazione crea un precedente potenzialmente dannoso anche per la continuità educativa nelle scuole, dove il ruolo degli insegnanti di religione cattolica rimane importante per l’offerta formativa.
L’attenzione resta alta, in particolare in una regione come la Lombardia, dove il sistema scolastico viene tradizionalmente considerato tra i più organizzati, ma che in questo caso si trova affrontare un nodo ancora irrisolto destinato a pesare sui docenti e sull’intero anno scolastico a venire.
Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Davide Galli