Coldiretti propone un contratto unico per la filiera bufalina campana: stabilità di prezzo e riduzione dell’esubero di latte

Coldiretti lancia un contratto unico per la filiera bufalina campana. - Unita.tv

Andrea Ricci

31 Agosto 2025

Il settore della filiera bufalina in Campania affronta un cambiamento significativo con una proposta della Coldiretti Campania, che punta a introdurre un contratto di fornitura unico per tutti gli allevatori e trasformatori. Questa iniziativa nasce per garantire un prezzo uniforme, tutelare i produttori e assicurare una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera, in un contesto in cui la produzione di latte bufalino sta calando in modo rilevante.

Proposta della Coldiretti per un contratto unico e trasparente nella filiera bufalina

La Coldiretti Campania ha rilanciato l’idea di un contratto di fornitura standardizzato, con prezzo e scadenza uguali per tutti gli operatori della filiera del latte bufalino. L’obiettivo è assicurare condizioni di mercato più chiare e stabili, evitando oscillazioni di prezzo e pratiche sleali che spesso hanno penalizzato gli allevatori. Secondo l’organizzazione professionale agricola, questo modello favorirebbe un confronto diretto e concreto tra produttori e trasformatori, creando le basi per una collaborazione trasparente e aggiornata nel tempo.

Il contratto unico rappresenta uno strumento utile per garantire un reddito prevedibile a chi alleva bufale in Campania. Inoltre, Coldiretti sottolinea come questa formula contrattuale possa servire a impedire sorprese negative durante le trattative, soprattutto in periodi di calo produttivo o di mercato instabile. La proposta è stata discussa durante l’ultimo tavolo verde presso l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, coinvolgendo diversi attori della filiera. In quella sede, sono emerse le difficoltà legate alle fluttuazioni stagionali nei prezzi, soprattutto nel mese di settembre, quando si osservano ribassi motivati dalla diminuzione estiva della produzione di mozzarella.

Un aspetto importante del progetto riguarda anche la tracciabilità del prodotto, che Coldiretti vuole rendere trasparente e sempre aggiornata, consentendo a tutti gli attori del sistema di seguire con chiarezza le fasi di produzione e trasformazione. Questo sistema potrebbe rafforzare la qualità percepita dai consumatori e consolidare la fiducia nel marchio Dop Campania.

Calo degli animali in lattazione e conseguenze sulla produzione di latte bufalino

Nel primo semestre del 2025 la filiera bufalina campana ha registrato una riduzione significativa nel numero di capi in lattazione, con oltre 3.400 bufale in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Dati ufficiali della Banca Dati Nazionale confermano una diminuzione totale superiore ai 5.000 capi, di cui circa 2.000 femmine adulte oltre i 12 mesi di età. Questa contrazione degli animali impegnati nella produzione ha inciso direttamente sulla quantità di latte disponibile sul mercato.

La produzione di latte bufalino Dop è scesa dell’1,3% nel primo semestre del 2025, con un calo mensile che ha portato a una perdita di quasi 2,9 milioni di chilogrammi rispetto al primo semestre dell’anno precedente. Si passa così da poco più di 194 milioni di kg a circa 191 milioni prodotti in media al mese nell’area di produzione protetta. Proiettata su base annua, questa riduzione potrebbe portare a una produzione inferiore di 8 milioni di kg di latte, considerando una mancata produzione di circa 24 quintali per ogni capo mancante.

Il calo registrato non è solo quantitativo ma coinvolge anche il numero di parti, con 10.000 nascite in meno nel primo semestre del 2025 rispetto al 2024, fattore che potrà influire nei mesi futuri sulla consistenza del patrimonio animale e quindi sulla capacità produttiva futura.

Riduzione delle scorte di latte congelato e aumento delle macellazioni di bufale

Parallelamente al calo della produzione di latte fresco, si registra una notevole diminuzione delle scorte di latte congelato non Dop. I dati della Coldiretti indicano un residuo a fine giugno 2025 pari a 1.665.216 kg, in discesa rispetto ai 2.279.759 kg dello stesso periodo del 2024. La diminuzione di oltre 614.000 kg è dovuta anche alla maggiore quantità di latte scongelato nei mesi precedenti, segnale di una scorta in esaurimento.

Questo decremento potrebbe portare, se la tendenza continuerà, a una forte riduzione del volume di latte congelato disponibile entro la fine dell’anno, cambiando le dinamiche di approvvigionamento per i caseifici che fino a poco tempo fa facevano affidamento a queste riserve per bilanciare la produzione stagionale.

Sul fronte della carne di bufala, dati della Banca Dati Nazionale riferiscono un aumento delle macellazioni di femmine pari a 1.130 capi rispetto all’anno precedente. Questo incremento suggerisce che molti allevatori stanno orientandosi a terminare il ciclo produttivo di animali più anziani, con l’effetto di ricavare un reddito maggiore dalla vendita della carne. L’operazione potrebbe portare a un parco bufale più giovane e selezionato, contribuendo a una futura ripresa della produzione di latte.

Prospettive per il prezzo del latte e la tutela degli allevatori

Con il venir meno dell’esubero di latte che fino a oggi ha influenzato i contratti, la Coldiretti valuta matura la fase per fissare un prezzo unico e stabile nella filiera bufalina campana. Un accordo con caratteristiche uniformi su tutta la regione eliminerebbe le disparità di prezzo tra le diverse province e metterebbe al riparo gli allevatori da diminuzioni ingiustificate, soprattutto nei mesi segnati da cali produttivi come il settembre scorso.

Coldrettri si impegna a diffondere questa nuova modalità contrattuale invitando gli allevatori a chiederne l’adozione una volta scaduti gli attuali accordi. Il nuovo contratto dovrebbe favorire un miglior equilibrio tra produttori e trasformatori, affermando un sistema più equo e trasparente. L’adozione di questo strumento mira anche a tutelare la qualità del prodotto finale, garantendo ai consumatori una mozzarella di bufala controllata e certificata senza variazioni di prezzo dettate da speculazioni o condizioni di mercato instabili.

Il percorso annunciato indica un cambiamento concreto in una delle filiere più importanti dell’agroalimentare campano, dove la stabilità economica degli allevatori e la trasparenza nella gestione possono incidere sul valore e la reputazione di un comparto storico.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2025 da Andrea Ricci