Scoperta maxi piantagione di canapa indiana nel Parco Nazionale Del Fiume Lao

Maxi piantagione di canapa indiana scoperta nel Parco Nazionale del Fiume Lao. - Unita.tv

Matteo Bernardi

30 Agosto 2025

Nel cuore del Parco nazionale del fiume Lao, nel cosentino, le forze dell’ordine hanno scoperto una vasta coltivazione di canapa indiana. Centinaia di piante sono state recuperate in terreni abusivi, all’interno di un’area protetta. Un colpo duro alla biodiversità e alla salvaguardia ambientale di questa zona preziosa.

Oltre 500 piante sequestrate a Papasidero, maxi operazione della polizia

A Papasidero, nella località Tremoli, la Squadra mobile della Questura di Cosenza ha scoperto e sequestrato due piantagioni di canapa indiana. In totale, sono state tolte di mezzo circa 500 piante, alcune alte più di due metri, per un peso complessivo superiore ai cento chili. Il valore stimato della droga supera il milione di euro, a dimostrazione dell’entità dell’operazione.

Le coltivazioni, distribuite su due terreni, erano state messe in piedi senza alcuna autorizzazione nel Parco nazionale del fiume Lao, un’area protetta per il suo ecosistema unico e la ricchezza naturale. Le piante erano in piena crescita, segno che l’attività andava avanti da tempo, sfruttando l’acqua e le risorse del parco per l’irrigazione.

Danni ambientali e segni di devastazione nel parco

Per preparare i terreni, sono stati abbattuti numerosi alberi, i cui tronchi sono stati abbandonati sul posto. Un danno grave per l’ecosistema locale, che mette a rischio la biodiversità e altera l’equilibrio naturale dell’area. L’attività illegale ha modificato il paesaggio, lasciando tracce evidenti di uno sfruttamento incontrollato.

La polizia ha trovato anche una pompa a scoppio usata per pescare acqua da una vasca collegata al fiume Lao, insieme a circa cento metri di tubi in gomma trasparente e diversi attrezzi agricoli per la cura del terreno. Tutto conferma la precisione e l’organizzazione dietro la coltivazione, oltre alla volontà di usare risorse idriche naturali senza permessi.

La polizia e la procura al lavoro: indagine partita da segnalazioni via app

L’operazione è stata condotta dalla Squadra mobile di Cosenza, coordinata dalla Procura di Castrovillari. Le indagini sono partite dopo alcune segnalazioni arrivate tramite YouPol, un’app che permette ai cittadini di denunciare direttamente alla polizia reati e situazioni sospette.

Al momento i responsabili della piantagione non sono ancora stati identificati. L’uso di queste tecnologie civiche si rivela fondamentale per combattere i reati ambientali e il traffico di droga, soprattutto in zone delicate come il parco, dove ogni abuso può causare danni gravi e irreparabili.

Con questo intervento si rafforza il legame tra tutela della natura e attività investigative. Il lavoro delle forze dell’ordine punta a mantenere sotto controllo le riserve naturali, spesso bersaglio di coltivazioni illegali. L’inchiesta vuole fare chiarezza su chi sta dietro a questi terreni abusivi, per assicurare il rispetto delle leggi e della natura.

Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Matteo Bernardi