Padre Basilio Gavazzeni, noto nella diocesi di Matera-Irsina per il suo lungo impegno pastorale e sociale, si è spento dopo una vita dedicata alla comunità locale. Nato a Verdello nel 1945, ha svolto un ruolo importante in Basilicata, dove ha guidato parrocchie e promosso iniziative contro problemi sociali come l’usura e la dipendenza dal gioco. Un sacerdote che ha lasciato un’impronta nel tessuto civile e religioso della città.
Padre Basilio Gavazzeni: una vita al servizio della Diocesi Di Matera-irsina
Nato il 7 luglio 1945 a Verdello, in provincia di Bergamo, Basilio Gavazzeni fu ordinato sacerdote nel 1971. Scelse di dedicare gran parte del suo ministero alla comunità di Matera, in particolare a Sant’Agnese, dove fu parroco per molti anni. Amministrò anche la parrocchia del Santissimo Crocifisso fino al 30 settembre 2020. La sua presenza fu costante e radicata, diventando un punto di riferimento per molti fedeli. I decenni trascorsi in queste comunità mostrano la dedizione con cui ha portato avanti la sua missione religiosa.
Il suo carattere schietto e diretto si univa a un profondo senso di umanità, qualità che lo resero apprezzato e rispettato. Non si limitò a celebrare le messe o confermare i sacramenti, ma intervenne attivamente nei problemi più urgenti della popolazione, riconoscendo nelle difficoltà materiali e sociali un aspetto centrale della sua azione. La diocesi lo ricorda come una figura capace di coniugare rigore e comprensione, lasciando un segno duraturo nella comunità.
L’impegno contro usura e gioco d’azzardo: la presidenza della Fondazione Lucana Antiusura
Negli ultimi anni di attività, padre Basilio assunse la presidenza del consiglio di amministrazione della Fondazione Lucana Antiusura ‘Mons. Vincenzo Cavalla’. Questa realtà locale si occupa di contrastare un fenomeno che ha colpito molte famiglie in Basilicata e in Italia: l’usura. In tempi di difficoltà economiche, il fenomeno si è aggravato, mettendo a rischio la stabilità finanziaria e sociale di molte persone vulnerabili.
La fondazione non si limita a denunciare il fenomeno, ma offre un supporto concreto, legale e psicologico. La guida di padre Basilio ha rafforzato queste azioni, che con interventi mirati cercano di sostenere chi cade in queste trappole finanziarie. L’attività della fondazione si inserisce in un contesto più ampio in cui realtà civili e religiose lavorano per contrastare forme di sfruttamento e dipendenza.
Oltre all’usura, padre Basilio denunciò con fermezza il problema del gioco d’azzardo, altra piaga che colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione. La sua voce si è fatta sentire nelle campagne di sensibilizzazione, opponendosi a queste forme di dipendenza che generano nuovi drammi sociali. Il suo impegno in questo campo gli causò anche difficoltà personali, affrontando minacce e intimidazioni che però non scalfirono la sua determinazione e fede.
I funerali a Matera e l’eredità nella comunità ecclesiale e civile
La comunità di Matera si prepara a dare l’ultimo saluto a padre Gavazzeni con i funerali celebrati lunedì 1 settembre nella parrocchia di Santa Agnese. Questa chiesa fu il centro del suo ministero, il luogo dove fu guida spirituale e pastore per decenni. Il rito funebre rappresenta un momento di raccolta per la città, che ricorda il sacerdote non solo come guida religiosa ma anche come difensore dei più deboli.
L’esperienza di padre Basilio si inserisce in un percorso di sacerdoti che hanno posto attenzione ai problemi sociali legati a povertà, usura e dipendenze. La sua vita mostra come il ruolo del prete nelle realtà locali vada oltre la celebrazione dei sacramenti, estendendosi a un sostegno concreto verso chi soffre anche nel quotidiano materiale. La diocesi di Matera-Irsina lo ricorda per la sua schiettezza e umanità, sottolineando il valore di una vita spesa senza risparmio.
Il lascito di padre Basilio Gavazzeni mantiene vivo l’invito a contrastare le ingiustizie sociali, auspicando maggiore attenzione verso chi rischia di essere escluso o schiacciato da problemi economici e psicologici. La città e la diocesi hanno perso un punto di riferimento, ma la memoria della sua opera resta nei cuori di chi lo ha conosciuto e con lui ha lavorato.
Ultimo aggiornamento il 30 Agosto 2025 da Andrea Ricci