Zagrebelsky sfrutta l’Isis contro la riforma Boschi

Il Fattone
Gustavo Zagrebelsky, Presidente Biennale Democrazia, durante la conferenza stampa di presentazione di Biennale Democrazia 2015 presso Hotel NH Collection, Torino, 2 marzo 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il Fatto pubblica un appello che sembra scritto da Totò: “C’è il terrorismo, salviamo il Senato”

“Emergenza Isis”, grida un occhiello sulla prima pagina del Fatto di oggi, analogamente a quanto accade sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo: sono giorni terribili, l’Occidente s’interroga sul da farsi, esperti e commentatori ragionano sulle cause e sulle prospettive, il dibattito pubblico s’infiamma, si cercano soluzioni. Il Fatto sembra averne trovata una, e subito sotto “Emergenza Isis” titola: “E’ inopportuno votare ora la riforma Boschi”. Testuale.

Ancora tramortiti per la rivelazione – basterà conservare il Senato così com’è per sconfiggere il terrorismo islamista – corriamo a leggere il pezzo. Si tratta di un appello del “Comitato per il No al referendum costituzionale”, presieduto da Gustavo Zagrebelsky, il Saint-Just de noantri. L’inizio suona come un verbale dei carabinieri scritto da un professore di ginnasio del secolo scorso: “In un tornante della storia, quale si va profilando in conseguenza della mattanza occorsa il 13 novembre a Parigi per opera di seguaci del Daesh…”. Lo svolgimento è in puro stile Totò: “Il Comitato ritiene inopportuno che in un momento così grave che richiede l’unità di tutte le forze politiche e sociali […] le Camere possano procedere tranquillamente nel loro lavoro di revisione della Costituzione come se nulla fosse accaduto”. Punto. Anzi: due punti. Abbondandis in abbondandum.

E perché mai il parlamento non dovrebbe approvare la riforma del Senato dopo gli attentati di Parigi? Perché – e qui la finezza giuridica e argomentativa raggiunge vette insospettabili persino in Zagrebelsky – “se la riforma venisse approvata non sarebbero più le Camere a deliberare lo stato di guerra, ma la sola Camera dei deputati”. Punto, punto e virgola, un punto e un punto e virgola.

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