Wembley strapieno ha dato un calcio al terrore

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epa05029730 Wembley Stadium ahead of the international soccer friendly match between England and France in London, Britain, 17 November 2015.  Security has been stepped up ahead of the match following the terror attacks in Paris 13 November.  EPA/ANDY RAIN

Tra le 80mila persone allo stadio anche Cameron e il principe William. E’ la grande risposta contro la guerra di (non) civiltà dichiarata dai terroristi al mondo libero

E’ stato l’evento sportivo che ha visto impiegate più forze dell’ordine nella storia del Regno Unito. Ma Inghilterra-Francia, l’amichevole di lusso prevista per mercoledì 17 novembre, si è regolarmente giocata, come da programma. A differenza di Belgio-Spagna, annullata a Bruxelles perché ritenuto troppo pericoloso scendere in campo alla luce di quanto sta succedendo nella capitale belga, a differenze di Germania-Olanda, cancellata ad Hannover per “un concreto rischio di attentato dinamitardo” che ha costretto alla fuga anche Angela Merkel, a Wembley si è giocato.

Ed è stato uno spettacolo, proprio quel tipo di spettacolo che, evidentemente, non piace ai terroristi. 80mila persone in uno stadio stracolmo. Per guardare la partita, certo. Ma anche per partecipare ad un evento a suo modo storico. E per dare un calcio al terrore. Tra questi 80mila c’erano anche il premier britannico David Cameron, il principe William e il sindaco di Londra Boris Johnson.

Tutte le aree adiacenti lo stadio londinese sono state accuratamente ispezionate dalle forze speciali di Scotland Yard, la nazionale francese è stata scortata fino allo stadio, le misure di sicurezza sono state davvero imponenti. Londra, d’altronde, insieme a Roma e Washington, è una delle città prese continuamente di mira nei messaggi grondanti d’odio degli jihadisti.

La prima vittoria, in quella guerra di (non) civiltà che i terroristi hanno dichiarato al mondo libero, è stata vedere le tribune del tempio del calcio traboccante di persone libere e felici. Ha vinto l’Inghilterra, 2-0, ma questa volta il risultato contava poco, e non perché si trattava di un’amichevole. Ha vinto la gente, che ha cantato a squarciagola “God Save The Queen” e soprattutto la “Marsigliese”, che ha colorato di blu, bianco e rosso le curve di Wembley, che non ha avuto paura.

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