Virginia nel favoloso mondo di Grillolandia

M5S
raggi di maio

La sindaca pentastellata e lord Giggino di Mail contro il temibile mostro di Lobbyness

C’era una volta una fanciulla di nome Virginia, che viveva nel fantastico regno di Grillolandia.

La vita di Virginia era bella e fatata, piena di stelle.

Non tante eh, solo 5.

Ma queste 5 stelle la seguivano sempre, non la lasciavano mai sola, proteggendola da tutti i mali del mondo.

Un giorno Virginia fu convocata al regno, e fu accolta dal monarca dei monarchi, re Beppe detto il Vaffa.

Il re, con fare deciso, guardò negli occhi la fanciulla e le disse: “Virginia, da oggi tu sarai la signorotta del villaggio denominato Roma”. Virginia si stranì: “Ma sire, è un villaggio complesso, come potrò farcela da sola?”.

Il re Beppe la tranquillizzò: “Cara fanciulla, non sarai sola, non potresti mai. Oltre alla mia reale supervisione, ti manderò anche alcuni saggi maestri e, soprattutto, il mio esperto in comunicazione web, lord Giggino Di Mail. Inoltre ricordati, le 5 stelle saranno sempre con te”.

Virginia iniziò allora il suo cammino, assieme ai saggi e con l’aiuto di lord Giggino.

Ma la strada non era affatto facile.

Virginia si rese conto presto che amministrare il suo villaggio era cosa assai difficile; bisognava prendere decisioni, attuare provvedimenti, occuparsi dei cittadini. Come poteva farlo, il re non l’aveva addestrata a questo. Nemmeno i suoi saggi sembravano capaci di farlo; le loro cariche cadevano una dopo l’altra, in un vortice continuo di dimissioni e nuove nomine. Anche alcuni dei nobili del regno, prima fra tutte la duchessa Robertina De Lombardis, cominciavano a prendere le distanze da lei.

Disperata Virginia si rivolse al suo unico supporto fidato, lord Di Mail.

“Mio adorato lord, aiutami ti prego. Non sono in grado di controllare il villaggio e prima o poi l’effetto stupefacente delle 5 stelle sparirà, come posso fare?”.

Lord Giggino si fermò a pensare, e subito ebbe un’idea: “Non temere Virginia. Da oggi noi combatteremo contro il misterioso mostro di Lobbyness”.

Virginia spalancò gli occhi ed esclamò: “Il mostro di Lobbyness? Ma…nessuno l’ha mai visto, è solo una leggenda!”.

“No cara fanciulla”, sentenziò lord Di Mail, “il mostro di Lobbyness è forte e potente. E proprio perchè nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo potere misterioso. Sentenzio che, da oggi, ogni volta che non sapremo risolvere un problema, diremo alla popolazione che stiamo combattendo contro il mostro”.

E così fecero.

Il mostro di Lobbyness fu chiamato in causa per giustificare le Olimpiadi rifiutate, per i poteri forti, per combattere i casati avversari Findus e Vileda, per le banche e perfino contro i “malati di cancro” e contro “i frigoriferi”.

Fu così, che passarono i primi 4 mesi nel villaggio denominato Roma, tra il nulla più totale, ma sotto l’incantesimo delle 5 stelle, che nulla ti fanno vedere e sentire, ma tutto ti fanno credere.

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