Vinili e cd? Sono merce pregiata

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La crescita dello streaming ha fatto crollare i downloads, ma crescono le vendite di vinile e Cd

Finché c’è musica mi tengo su, cantavano i Rokes, con quell’italiano a dir poco bizzarro. Altra epoca. Ho ancora quel quarantacinque giri. Anzi no, ho il vinile. Ho resistito al tempo e alle mode e me li sono tenti tutti, di trasloco in trasloco. Alla fine ho avuto ragione: sono diventati merce pregiata. Il vinile, si proprio il vecchio vinile, e il cd che alcuni già consideravano un pezzo da modernariato, sono tra gli artefici della forte crescita del mercato discografico.

Buone notizie, talmente buone che probabilmente se ne parlerà poco. Vecchi e nuovi mezzi, internet e radio, sono stati gli indispensabili supporti della perfomance: nel 2015 la crescita è stata del 21 per cento, con un giro d’affari che ormai si aggira si 150 milioni di euro. Già da due anni le cose stavano andando meglio ma gli ultimi risultati sono un toccasana per un settore che la crisi l’ha vissuta intensamente sulla propria pelle. In particolare vola lo streeming. L’andamento, pur nella specificità italiana, segue tendenze che sono ormai simili a tutto il mercato mondiale. Il segmento digitale è il più importante con una fetta che ha raggiunto il 41% del mercato.

L’innovazione nel settore discografico in Italia è in particolare guidata oggi dallo streaming, con servizi come TIMmusic, Spotify, Apple Music, Google Play e Deezer, che trascinano i servizi in abbonamento. Alla crescita dello streaming ha fatto da contraltare il declino del download sceso del 5%. La vera novità è rappresentata dal ritorno all’oggetto fisico – cd e vinile- per ascoltare la musica. Anche tra i giovani. Il cd ha prodotto risultati più che lusinghieri (oltre 88 milioni di euro pari a più 17%) . Altra novità rilevante: a trainare i risultati è stato proprio il repertorio della musica italiana, tornata a dominare le classifiche degli album. Hanno pesato le radio che, insistendo, nell’assegnare alla musica una funzione trainante, hanno vinto la battaglia. Hanno funzionato le molte presentazioni negli store e un buon rapporto con la televisione. Il vinile, insomma, attrae sempre di più, crescendo del 56 per cento. Anche nel nostro Paese, il prossimo 16 aprile, per il Record Store Day, si prevedono molte pubblicazioni esclusive. Ho fatto proprio bene a non rottamare cd e vinili: ora lo dice anche il mercato

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