Vinceremo con la speranza di cambiamento, non con la minaccia dei No

Referendum
Il premier Matteo Renzi durante il suo intervento alla Direzione nazionale del Partito Democratico, Roma, 4 luglio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Con il Sì al referendum, l’Italia diverrà un Paese più semplice. Se parliamo di contenuti, ce la faremo

Cresce l’attenzione anche oltre confine per il referendum costituzionale. Dopo che i britannici hanno votato per la Brexit e accortisi di ciò che hanno fatto, cercano di inventarsi qualche soluzione di ripiego, i commentatori internazionali mettono nel mirino il referendum costituzionale del nostro Paese. Si sottolineano i rischi di un’eventuale vittoria dei sostenitori del No, cui si è aggiunto in queste ore Massimo D’Alema.

Sono allarmi forti e chiari, anche comprensibili. Ma non vinceremo questo referendum evocando la paura del No.

È vero, i rischi per l’Italia sono notevoli: ma noi non dobbiamo evocare la paura. Perché nel nostro Dna c’è la speranza, non la paura. Costruire una proposta, non evocare una minaccia. Parliamoci chiaro: con il Sì al referendum l’Italia diviene un Paese più semplice. Ci saranno meno politici, meno sprechi di tempo e denaro, più partecipazione, più chiarezza di ruoli.

Vogliamo continuare con questa politica del turismo dove grazie all’attuale Titolo V della Costituzione le Regioni fanno promozione in Cina sprecando risorse che potremmo gestire meglio come sistema Paese o vogliamo cambiare? Basta un Sì. E si cambia.

Vogliamo continuare con questa classe politica che ha maggioranze diverse alla Camera e al Senato e che ha quasi mille poltrone in Parlamento o vogliamo cambiare? Basta un Sì. E si cambia.

E lo stesso vale per gli stipendi talvolta incredibili dei consiglieri regionali, per i rimborsi dei gruppi regionali, per il Cnel, per la stabilità dei governi, per il quorum al referendum. Vogliamo cambiare? Basta un Sì. E si cambia.

Se riusciamo a parlare di contenuti, l’Italia dice Sì. E allora – come sempre, più di sempre – io chiedo il vostro aiuto. Per vincere questa sfida, che è decisiva per l’Italia, abbiamo bisogno che ciascuno di voi si metta in gioco. Il referendum dovete personalizzarlo voi, con il vostro impegno. Le strade sono tante, le trovate sul sito www.bastaunsi.it:

I – Creando un comitato: si deve essere almeno in cinque. Non è necessario essere iscritti a un partito, fare politica o altro. Basta avere cinque amici, colleghi, conoscenti che vogliono mettersi insieme – dal basso – per dare una mano qui il link.

II – Dando una mano a livello economico, anche con piccole donazioni da cinque, dieci euro. Sembra una piccola cosa, ma è una rivoluzione, specie in Italia. Abbiamo superato quota 50.000 euro e questo la dice lunga su quanta gente stia mettendosi in gioco. Qui il link.

III – Diventando un volontario social. La rete è piena di opportunità, ma anche di persone che dicono il falso, strumentalizzano, attaccano. Abbiamo necessità di avere almeno diecimila persone (vere, in carne e ossa, non come i finti profili che parlano di politica sui social media e che sono spesso inventati) che ci aiutino su facebook, su twitter, ovunque. Qui il link.

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