Vi ricordate quando la Tv influenzava la politica? Ora non è più sola

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Il teleschermo rimane per molti la finestra attraverso cui osservare il mondo. Ma di finestre comunicative se ne sono aperte molte altre e molto influenti

Immaginate diverse decine di milioni di occhi puntati su un teleschermo, sono quelli che hanno seguito i primi due dei tre dibattiti tra Hillary Clinton e Donald Trump. Il secondo confronto è avvenuto domenica scorsa quando i due candidati alla Casa Bianca hanno risposto anche dalle domande del pubblico, come prevedeva stavolta il format del town hall meeting.

Di nuovo ci è sembrato di rivivere i tempi, nemmeno tanto lontani, in cui tutto quello che c’era da sapere, era concentrato lì, in tv.

Per informarsi e venire a conoscenza dei fenomeni di costume, uniformandovisi in maniera più o meno inconsapevole, si adoperava questo canale ineguagliabile e dunque privilegiato. Chi era in grado di adoperarlo in modo disinvolto, poteva pacificamente ritenere di essersi rivolto a quella moltitudine di persone definita massa. Alle innovazioni apportate dalla tecnologia, ha fatto seguito una proliferazione di canali televisivi, diversificati per offerta e tipologia di contenuti e quella folla si è dispersa. All’opinione pubblica si è sostituito un variegato insieme di opinioni differenti, frammentate, suddivise in gruppi. All’influenza speciale esercitata dal medium televisivo sul pubblico è subentrata una miriade di relazioni tra sacche di audience e mezzi di trasmissione di carattere quasi osmotico. Il mutato scenario smantella l’omogeneità del pubblico, esaltandone i tratti peculiari e specifici di ogni singolo sottoinsieme.

Michele Mezza, docente di Culture Digitali alla Federico II di Napoli, in un articolo di qualche giorno fa scrive infatti: “Il senso è che ormai le reali identità dell’immaginario, o comunque quella base comune su cui si creava il senso comune se non proprio l’opinione pubblica che cresceva discutendo e condividendo la stessa TV, non c’è più. Gli unici elementi di connessione di massa sono comportamenti e strumenti fortemente individualizzanti”.

La complessità che ne deriva presenta risvolti positivi e negativi. Tra i primi, vi è una maggiore autonomia nella scelta di contenuti e modalità di fruizione, tra i secondi la difficoltà oggettiva di poter parlare a tutti. Sì, perché nonostante ci troviamo completamente immersi nell’epoca dei nuovi media, la televisione resta un imprescindibile strumento per affacciarsi sul reale. Spesso la rete e la tv vengono consultati contemporaneamente, basti pensare ai momenti in cui sul web viene proposto il fact-checking relativo a quello che viene detto durante i dibattiti politici. Altre volte invece, le persone leggono direttamente il resoconto dei talk show fornito dai social network. Il dibattito, ad esempio, che è stato molto duro con accuse reciproche, è stato l’evento più seguito su Twitter con più di 17 milioni di tweet inviati.

Eppure, nonostante queste dinamiche, il teleschermo rimane per molti la finestra attraverso cui osservare il mondo. Di finestre però ce ne sono tante e arrivare a tutti indistintamente è una sfida comunicativa di non poco conto. Se da una parte infatti, molteplicità vuol dire maggiore libertà di scelta, sotto altri aspetti corrisponde al rischio di escludere dal proprio messaggio sottogruppi di opinione pubblica. Tante volte si è detto che comunicare per un politico risulta una questione sostanziale, non solo a fini propagandistici ma divulgativi. Se le notizie sono parcellizzate, frammentate, filtrate attraverso canali e modalità differenti, a maggior ragione la fonte deve preoccuparsi di arrivare a tutti. L’epoca attuale in cui il relativismo conoscitivo sembra prevalere, impone di porre questa sfida comunicativa tra le priorità dell’azione politica. Il pericolo è quello di emarginare categorie di persone, escludendole involontariamente e una leadership forte si vede anche dalla capacità di scongiurare questo rischio. Tuttavia, arrivare a tutti non basta, è necessario rispondere a tutti. Pensiamo ancora al confronto Clinton Trump della scorsa notte, il punto non sarà capire chi ne è uscito vittorioso, su questo ci sono pochissimi dubbi, ma se questo basterà a vincere e convincere alle elezioni.

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