Vi racconto la mia Colonia. Aperta, accogliente e senza paura

Germania
epa05091801 A member of a German-Tunesian association hands out flowers to pedestrians outside the main station in Cologne, Germany, 07 January 2016.  According to police, a considerable number of women were sexually assaulted and mugged in the area surrounding Cologne's central railway station on New Year's Eve.  EPA/MAJA HITIJ

La prima cosa che vedi quando arrivi sono le torri del Duomo. La prima cosa che impari è che il mondo è di tutti. Questo momento passerà perché Colonia è una città con cuore e anima

Quando arrivi per la prima volta a Colonia, sul treno che dall’aeroporto di Köln-Bonn ti conduce verso il centro città, la prima cosa che noti è anche l’ultima che saluterai prima di andare via: le due torri cuspidate del Duomo. Impressionanti e al tempo stesso rassicuranti, 157 metri di altezza, patrimonio mondiale dell’umanità. Talmente importanti che gli alleati, durante la repressione anti-nazista che chiuse la seconda guerra mondiale, rasero al suolo tutto ma risparmiarono integralmente la cattedrale.

dom-koeln

Il Dom è visibile da ogni quartiere, è la bussola attorno alla quale ruota tutta la vita di questa città magica. Ed è anche il simbolo dell’accoglienza. Lo vedi dal treno, lo tocchi quando scendi dal treno. La stazione centrale di Colonia, infatti, affaccia sulla piazza del Duomo, quale modo migliore per dire a tutti ‘Benvenuti’, ‘Wilkommen’? Fa impressione pensare che proprio in questo luogo simbolico, in quello che è davvero un crocevia straordinario, nella notte di Capodanno si sia consumato uno degli episodi più odiosi di questo nostro tempo: l’aggressione a centinaia di donne da parte di un gruppo di criminali ignoranti senza cuore e senza cervello.

Ai fatti della notte di San Silvestro sono seguite e seguiranno polemiche e strumentalizzazioni politiche. Chi ha sbagliato pagherà duramente, alcuni stanno già pagando. Ma quando quella piazza e quella cattedrale sono state di nuovo prese d’assalto da manifestanti di vario tipo e in particolare da sedicenti hooligans di estrema destra, il senso di violenza è stato ancora più doloroso. Niente è grave quanto l’aggressione di una donna, ma vedere ragazzi rasati con tanto di svastiche e croci celtiche inneggiare a un passato troppo brutto per essere menzionato è un colpo al cuore.

Colonia è una città di oltre un milione di abitanti, la quarta città della Germania per dimensioni dopo Berlino, Monaco e Amburgo. Più di 100mila sono immigrati. Ho vissuto un anno sotto il Dom ed è stato l’anno più importante per la mia formazione culturale e sociale. La prima cosa che impari quando arrivi in questa città è che il mondo è di tutti, non solo tuo. Impari a trattare Colonia (e quindi il bene comune) come se fosse una tua amica, una di famiglia, qualcosa a cui volere bene.

Hiroshima-Nagasaki-Park, (Aachener Weiher) Cologne, June 2010

Hiroshima-Nagasaki-Park, (Aachener Weiher) Cologne, June 2010

Lo impari quando passeggi sul lungo Reno e vedi le lente e lunghe chiatte che risalgono verso nord. Lo impari l’11 novembre, quando inizia il Carnevale più bello d’Europa che per tre mesi colora di allegria le facce della gente. Lo impari a Natale quando passi da un mercatino all’altro, sorseggiando il caldo e speziato Glüwein che ti aiuta a combattere il freddo mite della Germania occidentale. Lo impari nei quartieri multietnici di Kalk e Mülheim, nella vecchia Altstadt e nella moderna Neumarkt. Lo impari nelle strade e nei locali attorno all’Università, la più antica della Germania dopo Heidelberg, nei treni della Bahn che arrivano ovunque e sono sempre troppo puntuali. Lo impari negli studentati di Efferen e Rodenkirchen, in una kneipe o in una brauerei di Zulpicher Strasse e Barbarossa Platz. Lo impari degustando una Kölsch, addentando un döner o facendo un grill ad Aachener Weiher. Lo impari al Bar Celentano, un pezzo di Italia ad Hansaring.

E poi impari a non avere paura, se sei un uomo e anche se sei una donna, e magari vieni da un piccolo paese del sud dell’Europa o del mondo e la metropoli ti incute timore. Perché Colonia sa accoglierti come nessun altra città. E’ una città felice, consapevole, dove si vive bene. E’ inaccettabile che finisca su tutti i giornali e i siti del globo perché un branco di animali hanno provato a sfregiarla. Così come è inaccettabile vedere le sue belle strade violentate dall’odio e dalla retorica di una destra sempre più impresentabile. Ma tutto questo finirà, ne sono certo. Finirà in fretta, perché Kölle (come la chiamano i suoi abitanti, siano essi tedeschi, italiani, spagnoli o turchi) è una città con cuore e anima. Kölle è un sentimento. Lo dice una delle canzoni più popolari del Carnevale. E’ la verità.

 

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