Vi dimostreremo perché serve la giovanile nel Pd

Giovani democratici
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La festa dei Gd a Milano dal 4 al 6 settembre, poi un congresso per rifondare la nostra identità

Il mondo intorno a noi continua a cambiare vorticosamente. Una crisi globale che intreccia i destini delle nazioni e dei continenti, la minaccia del terrorismo in un mondo arabo in subbuglio, una emergenza umanitaria crescente, ormai non più sopportabile, e il futuro dell’assetto europeo, che sembra fragile ed inadeguato. Queste sono solo alcune delle sfide che interessano la sinistra ed il campo socialista nel mondo e il Partito democratico in Italia. Ed è proprio nel nostro paese che sono in atto trasformazioni radicali, messe in campo dal nostro partito: legge elettorale, lavoro, scuola, diritti civili, ed alle porte le riforme istituzionali, quella dell’università e tante altre ancora. Il nostro paese, alla fine di questa legislatura, avrà un volto diverso, e su questo sarà giudicato il nostro partito ed il nostro impegno.

Allora, a cosa serve un’organizzazione giovanile in un partito con tale responsabilità? Serve perché quel cambiamento, senza la voce di una generazione sarebbe incompleto, privo di una parte vitale e fondamentale. Il percorso l’abbiamo iniziato tre anni fa e l’abbiamo rinnovato nel luglio scorso, proponendoci di rifondare i Giovani democratici, di ricostruire una rete di nuovo viva e vitale.

La nostra organizzazione in questi anni è cambiata radicalmente: abbiamo vinto la sfida della rappresentanza, portando in tantissime amministrazioni del paese un esercito di giovani consiglieri comunali, assessori, fino ad eleggere anche sindaci, consiglieri regionali e parlamentari nazionali. Siamo tra i pochissimi ad aver vinto anche la sfida della rappresentanza parlamentare in Europa, testimoniando come la nostra voce arrivi diretta ad ogni livello istituzionale. Aggiungere questa ricchezza al nostro tessuto, fatto da circoli, organizzazioni studentesche, associazionismo, non è stato solamente un’operazione numerica, ma ha rappresentato la presa d’atto di essere un soggetto in grado di cambiare la vita della nostra generazione, aprendosi, rinnovandosi, gestendo un ruolo da protagonista nella vicenda politica italiana e del Partito Democratico.

È per concretizzare questo profilo che un gruppo dirigente si è messo in campo in quest’ultimo anno. A settembre sarà un anno esatto dall’inizio del suo lavoro, e di strada, tutti assieme, ne abbiamo fatta tanta. È stata la dimostrazione che un’organizzazione unita, in grado di aprire le sue porte senza paura, serve davvero al paese ed al partito. È stato il segnale, a tutto il Partito democratico, che è più forte quando riesce a fare del suo pluralismo una ricchezza, senza veti ma con grande capacità di ascolto. È stato l’esempio di come da una generazione possa venir fuori veramente tanto, e di come la politica sia qualcosa di straordinario.

Ora manca l’ultima parte di questo lavoro, le ultime battute di un percorso che porterà un nuovo gruppo dirigente a percorrere questa nuova strada, a navigare in mare aperto.

Non vediamo davanti a noi solamente un congresso di ricambio delle cariche interne: noi pensiamo alla stesura di una piattaforma politica di una nuova generazione nel Pd, una carta d’identità, che possa essere rappresentativa del lavoro dei prossimi anni e che possa dare un contributo alla definizione della cultura politica del Partito democratico.

È per questo che quest’anno la festa ha un sapore diverso: questo è il senso di essere a Milano dal 4 al 6 di settembre. Spero che tanti di voi, anche non Giovani democratici, ci vengano a trovare.

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