Veronesi e la sua fiducia nell’uomo

Cronaca
Il ministro della Sanita',  Umberto Veronesi, a Milano per la conferenza stampa di presentazione della  "Giornata mondiale senza fumo, in una foto d'archivio, Roma, 8 Novembre 2016. ANSA/ DAL ZENNARO

Laico, credeva nella creatività, nella ragione e aveva una curiosità sterminata

Morire è un dovere” , diceva spesso Umberto Veronesi, “per completare la propria transitoria funzione biologica e lasciare spazio ad altri dopo di noi”.

Se ne è andato con questa convinzione, che rappresenta la sintesi delle sue convinzioni. Verrà probabilmente ricordato soprattutto per il modo non intrusivo, lui per primo e contro l’opinione della maggioranza dei suoi colleghi, ma poi diventato regola, con cui ha iniziato ad operare il cancro alla mammella, senza procedere all’esportazione totale. Milioni di donne gli sono grate per questo. E poi per l’incessante ricerca per combattere e ridurre i danni del cancro, unita ad una costante empatia nei confronti dei malati.

Ma Umberto è stato molto di più di questo. Veronesi è stato innanzitutto un uomo profondamente e integralmente laico. Non mi riferisco solo all’assenza da parte sua di ogni credenza religiosa, che non gli ha impedito di dialogare con gli uomini di Chiesa. Ma ad un atteggiamento assai più profondo di completa fiducia nella capacità della ragione umana di «misurare il mondo».

Perfettamente consapevole che questo mestiere non sarebbe mai finito, perché non solo le cose da misurare erano infinite, ma ogni giorno qualche cosa si aggiungeva al lungo elenco. Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande.

Animato da due atteggiamenti: una grande fiducia nell’uomo, nella sua intelligenza e creatività, e una sterminata curiosità che mai si arrestava, lettore e studioso infaticabile. Lui stesso era la testimonianza di tutto questo.

Nato povero in un’Italia poverissima non si era negato alcun traguardo, ponendosene sempre di nuovi. Socialista per convinzione, individualista contro il peso delle burocrazie, e perciò tollerante, libertario e anticonformista. Con tanti difetti come tutti noi, ma sempre con il sorriso sulle labbra, pronto a smontare l’ultima delle tante bufale che la moderna superstizione sparge ormai a piene mani. Contro il cancro delle idee oltre a quello del corpo. Ancora quest’estate progettava nuove cose e lo sentivi sorridere dietro la voce, tenue, che arrivava dal telefono. Mancherà.

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