Verdini-Travaglio, match pari

Politica
Denis Verdini nell'Aula del Senato durante la discussione generale sull'emendamento presentato dal governo in materia di unioni civili, sul quale è stata posta la questione di fiducia, Roma, 25 febbraio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Il toscano incassa, il torinese più cattivo. Arbitro non imparziale

Uno, Marco Travaglio, più scattante, veloce, mobile. L’altro, Denis Verdini, più pesante, più incassatore, più esperto. Un match, quello sul ring di Ballarò, dal quale non è uscito un vincitore: pari, alla fine.

Il più anziano Denis aveva il pubblico contro, e anche l’arbitro Giannini in un paio di occasioni non lo ha certo aiutato: “Due leoni sono troppi”, si è lamentato il campione toscano.

I primi round hanno visto il toscano tenere bene il centro del ring. L’ha buttata molto in politica con argomentazioni di per sè abbastanza centrate. Con un colpo da campione quando ha detto: “Io lavoro con le mani, voi con il dito che accusa”. Dal torinese solo interdizione, nella prima fase. Tattica di attesa, prima della controffensiva.

Ma dopo Travaglio ha fatto saettare i suoi jab, colpendo duro in un paio d’occasioni. Quando il refree Giannini verso la fine del match ha fatto notare che mancavano 6  minuti, il più giovane campione torinese ha sibilato un violentissimo “uno per processo”. Poteva essere la svolta del match perché Denis ha barcollato. Ma è stato un attimo, poi ha mulinato le braccia e si è salvato.

Nelle ultime fasi il match si è innervosito e lo spettacolo ha perso il suo fascino. È finita con i campioni un po’ stanchi, nell’odio reciproco. Verdetto difficile. Diciamo che hanno pareggiato.

 

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