Venghino signori venghino, ecco le lezioni di giornalismo del Fatto (85 euro per tre ore)

Il Fattone
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Ma l’ottimo Oliviero Beha attacca i corsi “con tanto di buffet”

In un’amara riflessione sullo stato dell’informazione in Italia – “Web, stampa e democrazia: dov’è il trucco?” – l’ottimo Oliviero Beha sul Fatto di oggi ironizza sulla “fase risibile e contraddittoria” che caratterizza il nostro tempo: “Le fusioni come quella sotto l’egida dell’Ingegnere – scrive Beha – riducono lo spazio di libertà, ma intanto fioriscono come germogli corsi di giornalismo meglio se d’inchiesta, a pagamento buffet incluso”.

Insomma, da un lato il sistema dei media procede a passi da gigante (anche sul web, naturalmente) a progressive concentrazioni, come del resto è nella natura di qualsiasi industria, mentre dall’altro ci si balocca con i corsi di giornalismo. A Roma si direbbe che ci si consola con l’aglietto.

Difficile non dare ragione all’ottimo Beha: che però dovrebbe prima di tutto rivolgersi al suo direttore e al giornale su cui scrive.

E’ infatti nata da un paio di settimane, e già registra un certo successo, la Scuola di Formazione “Emiliano Liuzzi” (in onore del collega tragicamente scomparso il mese scorso) che offre, a pagamento ma, purtroppo, senza buffet, lezioni sui più svariati argomenti, tutti (o quasi) rigorosamente “d’inchiesta”: le prime due lezioni, sabato 23 aprile, erano dedicate a “come si costruisce uno scoop” e a “come trovare notizie nelle banche dati”.

Il sabato successivo ci si è dedicati al piatto forte, la cronaca giudiziaria, con una lezione che insegnava a “costruire e mantenere i rapporti giusti dai tribunali agli studi degli avvocati, agli incontri con poliziotti e finanzieri”: e Dio solo sa quanto siano importanti i “rapporti giusti” con tribunali e forze dell’ordine per aggirare le leggi sul segreto istruttorio e sulla privacy.

Il programma di maggio non è meno impegnativo: “Raccontare il potere: la costruzione delle fonti. Indiscrezioni, documenti riservati, retroscena”; “Giornalismo d’inchiesta da Nord a Sud: la scrittura, i personaggi, le città, il potere”; “Querele, errori, trappole: come riconoscere i pericoli e affrontarli senza finire in tribunale”; e così via.

La libertà di stampa è in pericolo, ma l’aglietto dei corsi di giornalismo (85 euro per tre ore, con tanto di “attestato di partecipazione”, venghino signori venghino!) è sempre a disposizione: anche per Beha, se dovesse sentirne il bisogno.

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