Unioni civili, Scalfarotto: “Perché dico sì all’adozione”

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IVAN SCALFAROTTO POLITICO PD

Il sottosegretario Ivan Scalfarotto sulla stepchild adoption: “Senza non avremo una maggioranza più ampia di quella governativa. Il testo è già prudente, se si cambia la legge non passa”

Sottosegretario, il dissenso interno ai dem è uscito allo scoperto ed è numeroso. Preoccupato per le sorti delle Unioni civili? «Che ci fossero opinioni dissenzienti era già noto, del resto ci sono state nel Pd su tutte le grandi riforme di questa legislatura, dal Jobs Act alla riforma elettorale a quella costituzionale. Il partito democratico a differenza di altri rispetta il dissenso interno, è una comunità in cui il dibattito è sempre ampio e non è prevista l’espulsione come invece nel Movimento 5 stelle. Questo non significa che il Pd sul testo delle Unioni civili non abbia una linea precisa».

Perché rifiuta l’affido rafforzato, in luogo della stepchild adoption? «Sul piano metodologico, il testo Cirinnà così come uscito dalla Commissione è già estremamente prudente e se approvato ci metterebbe in una posizione certo non all’avanguardia tra i Paesi occidentali: lontanissima ad esempio da quella della Spagna, che per le coppie omosessuali prevede sia il matrimonio sia l’adozione piena, mentre la stepchild adoption è limitata al figlio del partner. Su questo tema insomma una mediazione importante c’è già stata e trovo scorretto non riconoscerlo. Quanto al merito, dopo che l’Italia ha finalmente ripudiato la distinzione tra figli naturali e figli nati da coppie sposate l’affido rafforzato introdurrebbe una differenza tra i figli delle coppie omosessuali e gli altri bambini, sulla base dello status dei genitori».

In Europa qualche Paese ha scelto l’affido rafforzato per le coppie omosex? «Nessuno, neanche in quelli che prevedono le Unioni civili».

I 5 stelle in difficoltà per Quarto potrebbero far mancare il voto favorevole annunciato pur di mettere i bastoni tra le ruote al governo, in Forza Italia cresce il fronte del ‘no’: non c’è la necessità di recuperare i voti dei dissidenti dem? «Stralciare l’adozione dei figli del partner sarebbe un grave errore politico. Si tratta di una legge che non risponde a una logica di maggioranza di governo, dunque il rischio è che qualsiasi modifica ci faccia guadagnare voti da una parte facendocene però perdere molti di più da un’altra: senza adozione molti non voterebbero il testo Cirinnà e questo potrebbe mettere a repentaglio l’approvazione della legge sulle Unioni civili. Se si mantiene l’adozione, i numeri a favore del ddl sono piuttosto ampi, ma se davvero il Movimento 5 stelle nel segreto dell’urna dovesse contraddire la tesi sostenuta in precedenza proprio perché il dissenso di alcuni dem è alla luce del sole sarebbe facile capire che a mancare all’appello non sarebbero voti del Pd. E l’M5s se ne dovrebbe assumere la responsabilità davanti ai propri elettori. Quanto al nostro partito, la linea sulle Unioni civili stepchild adoption compresa è quella proposta dall’attuale segretario eletto dal congresso, dunque i senatori che dicessero ‘no’ se ne assumerebbero la responsabilità. In ogni caso, il Pd ha fatto tutto il possibile; se la legge non passerà non sarà una responsabilità nostra».

C’è dunque il rischio di rimanere ancora una volta senza una legge? «Sì: senza adozione non si può sperare nel sostegno di una maggioranza più ampia di quella governativa. La stepchild adoption poi è davvero una cartina di tornasole della qualità di questa legge e della volontà di non voler annacquare un testo già frutto di una grande mediazione. Dunque, senza adozione se anche il testo dovesse passare rischierebbe di fare la fine del provvedimento contro l’omofobia: approvato da un ramo del Parlamento ma modificato in un modo che alla fine l’ha reso inviso sia ai suoi oppositori, sia a chi lo aveva chiesto a gran voce, è stata messo dall’altro ramo del Parlamento su un binario morto».

Che pensa della lista dei dissidenti dem sul portale gay.it? «Un grandissimo errore, che danneggia l’obiettivo delle Unioni civili. Tutta la mia solidarietà ai senatori coinvolti. Si tratta di un’iniziativa non molto intelligente, visto che rischia di irrigidire le posizioni degli indecisi mettendoli sulla difensiva, e certo non condivisibile: non è mai giusto puntare il dito contro un individuo. E non si può condannare chi sta riflettendo, il lavoro del parlamentare è proprio questo».

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