Un’Automobile da cliccare

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A più di 100 anni dalla prima iniziativa editoriale, l’ACI rilancia “l’Automobile”, la prima rivista italiana dell’auto

“Oggi la benzina è rincarata/ è l’estate del Quarentasei/un litro vale un chilo d’insalata,/ma chi ci rinuncia? /A piedi chi va?/ L’auto: che comodità!/Sulla Topolino amaranto/ su, siedimi accanto/ che adesso si va” cantava Paolo Conte, ricordando anni nei quali era eroico, e piacevole, andare in automobile. Per farlo si poteva saltare anche qualche pasto.

Quella passione suscita ancora tante attese? Per l’ACI, sì. A più di 100 anni dalla prima iniziativa editoriale rilancia “l’Automobile”, la prima rivista italiana dell’auto. Si riparte dal web: dal 5 aprile la testata è stata , infatti, messa in rete ed è consultabile su www.lautomobile.it.. Dal prossimo autunno, il magazine mensile in edizione digitale, sarà distribuito a più di un milione di soci mentre c’è attesa anche per scoprire la versione cartacea che, sempre in autunno, sarà messa in vendita nelle principali edicole.

Dieci i giornalisti coinvolti e almeno nove le sezioni previste: Smart Mobility, Il Paese, Sicurezza, Auto e Moto, Servizio, Sport, Auto storiche e Rubriche. Nel web l’informazione sarà aggiornata in tempo reale e l’uso dei social permetterà, com’è ormai consuetudine, un rapporto più diretto e condiviso con i lettori. Si potranno seguire, a ritmo intenso, in molto veloce tutte le novità del settore, a partire dall’analisi dei mercati internazionali. Si parlerà di ciò che è già conosciuto ma anche delle novità che stanno interessando il settore e il rapporto tra l’uso dell’automobile e la vivibilità delle nostre città.

Parole che sono ancora nuove per il pubblico di massa ma che, nel volgere di poco tempo, entreranno nel linguaggio di tutti i giorni: propulsione elettrica, idrogeno, smart mobility, città intelligenti, car sharing e car pooling, sicurezza attiva e guida autonoma. La testata rimanda ai caratteri dell’edizione anni Quaranta. Allora c’era un Paese da ricostruire e la benzina costava un bel po’.

Oggi c’è un Paese che tenta di ritrovare energie e motivazioni dopo la grande crisi. Un litro di benzina, in compenso, continua a costare quanto un chilo d’insalata. O almeno credo.

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