Tasse sulla casa, una scelta precisa per le famiglie

Economia
Il vice ministro dell'Economia Enrico Morando in Senato durante l'esame della legge di Stabilita', Roma 19 Dicembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Servono più consumi delle famiglie. Per ottenerli, dobbiamo migliorare le aspettative per il futuro prossimo e per questo abbiamo scelto l’eliminazione dell’Imu-Tasi prima casa.

Perché “partite” dall’Imu Tasi prima casa e non dall’Irpef? Avrebbe ragione, chi ci critica se proprio dall’Irpef non fossimo partiti, nel maggio 2014, con gli 80 euro al mese per 10 milioni di lavoratori dipendenti. Certo, solo quelli con un salario medio-basso, sotto i 26mila euro annui (se lo ricorda chi chiede di rispettare il principio di “progressività“?). Ci fu -a destra- un coro: misura classista tipica della vecchia sinistra, altro che Renzi liberal. Rispondemmo pacatamente che dovevamo scegliere una platea di beneficiari che consentisse -concentrando l’intervento- di non ripetere l’errore del 2006, quando l’eccessiva ampiezza della platea rese impalpabile la riduzione del “cuneo”.

Poi fu la volta dell’Irap: la componente costo del lavoro stabile fuori dalla base imponibile. Tutto il lavoro stabile -quello vecchio e quello nuovo-, per sempre. Una prima spinta alle imprese perché trasformassero posti di lavoro precari in stabili, resi finalmente più “convenienti“. La seconda, insieme alle nuove regole del Jobs Atc, è stata quella per la fiscalizzazione degli oneri contributivi per tutti i neoassunti 2015 con contratto indeterminato. Perché un così forte privilegio per il lavoro stabile? Perché siamo di sinistra, e il lavoro ci piace stabile. Così siamo arrivati all’Imu-Tasi prima casa. Nel 2016, la domanda estera potrebbe esser più debole del 2015. Quindi, dobbiamo far salire la domanda interna. Con più investimenti innanzitutto. Ecco perché ricorriamo alla ormai famosa clausola Ue per aumentare quelli pubblici; e perché ci siamo inventati il superammortamento per far crescere quelli privati.

Servono più consumi delle famiglie. Per ottenerli, dobbiamo migliorare le aspettative per il futuro prossimo. Senza propaganda: serve una scelta precisa di politica fiscale. Che abbia un impatto immediato sull’intero universo delle famiglie. Una scelta ha queste caratteristiche: l’eliminazione dell’Imu-Tasi prima casa. 80 famiglie su 100 possiedono la casa dove abitano. A prima vista, se il problema sono consumi e aspettative, è difficile trovare di meglio. Case di stralusso? D’accordo. Se avessimo avuto il catasto rifatto e utilizzabile avremmo potuto escluderle. Ma è in condizioni disastrose: usare quei valori e rendite avrebbe voluto dire infilarci in un ginepraio inestricabile. Con tanti saluti al miglioramento delle aspettative… E poi lo sappiamo: chi ha una casa di stralusso è titolare di altro patrimonio, mobiliare e immobiliare. E sul quel patrimonio paga -come è giusto- imposte più che doppie rispetto a quelle di solo 3-4 anni fa

Vedi anche

Altri articoli