Una nuova idea di Europa per rifondare la Sinistra

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C’è bisogno di uscire dalla crisi irreversibile dello Stato nazione con una nuova idea di sovranità dei popoli

Le ultime settimane sono state, probabilmente, le più importanti vissute dal nostro continente dalla caduta del Muro. A Ventimiglia, Atene e Bruxelles sono state scritte pagine dolorose della nostra Storia, in grado di cambiare nel profondo il senso percepito fin qui del nostro essere europei. Eppure, i sintomi c’erano tutti e si erano tradotti in fenomeni degenerativi crescenti capaci di mettere in discussione l’idea stessa di solidarietà tra cittadini europei, determinando una profonda crisi morale e democratica. Ciò proprio laddove, in Europa, l’esperienza democratica degli Stati nazionali aveva raggiunto, nel secolo scorso, il punto più alto favorendo la sintesi felice tra diritti di libertà individuale e diritti all’inclusione sociale. Oggi, sembra venuta meno la forza della politica, la sua capacità di incidere sui processi reali, di garantire diritti e opportunità, di promuovere percorsi di emancipazione personale e collettiva.

Questo fa emergere, in tutta evidenza, responsabilità e limiti delle classi dirigenti e l’esaurimento di ogni spinta propulsiva delle due principali famiglie europee, quella popolare e quella socialista. La progressiva riduzione dello spazio d’azione delle forze di governo è coincisa con la crescita di due opposti e speculari fenomeni: la tecnocrazia ed il populismo. Il primo conseguenza dell’attuale costruzione del processo decisionale dell’Unione Europea e della sua incompiutezza sul piano della legittimità democratica, il secondo effetto della risposta difensiva pienamente coerente con il ripiegamento identitario dentro gli angusti confini degli Stati nazionali. Ora che il peggio, ma non il male, appare scongiurato, chi ha idee, statura e visione agisca per organizzare un nuovo orizzonte ideale dentro cui collocare le sfide dell’integrazione. Credo che occorra, in tal senso, uno sforzo inedito, illuminato, che susciti speranze, che attivi una mobilitazione di popolo, che appassioni generazioni, che sappia indicare quale approdo la nascita degli Stati Uniti d’Europa.

C’è bisogno di uscire dalla crisi irreversibile dello Stato nazione con una nuova idea di sovranità dei popoli, non come mero strumento regolativo della convivenza delle persone, ma come spazio in cui costruire comunità fondate su valori capaci di contrastare efficacemente le paure del tempo nuovo, di raggiungere un nuovo è più avanzato equilibrio tra le ragioni del mercato e quelle della società e di concorrere a disegnare gli scenari globali in travolgente e rapida trasformazione. Da questa immane impresa, passa la rinascita della Politica in Europa e la formazione di quelle nuove identità culturali in grado di offrire contenuto ed attualità alle categorie di destra e sinistra!

Giovanni Matteo Centore

Direzione regionale PD Campania

 

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