Una manovra di svolta

Dal giornale
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Con quasi mille interventi la manovra è in funzione della crescita e dell’equità sociale

La legge di stabilità per il 2016 conclude il suo cammino parlamentare con 999 misure, una per ciascun comma del suo articolo unico. Alcuni critici storcono il naso: troppa carne al fuoco, una manovra che si disperde in tanti rivoli. Mi permetto di suggerire un’altra chiave di lettura: nelle misure messe in campo c’è il tentativo ambizioso di modificare la qualità delle politiche pubbliche nel nostro paese. La politica economica non è solo quantità, è anche qualità. Nei terribili anni della crisi, 2011- 2012, dovevamo occuparci solo delle quantità: ridurre il deficit, stringere la domanda interna per riportare equilibrio nei conti con l’estero. Poi ci siamo occupati del consolidamento della ripresa economica, sostenuto e favorito dai famigerati 80 euro, come hanno dimostrato scientificamente tutte le analisi effettuate da istituzioni, ad esempio Banca d’Italia, e da accademici, ad esempio Luigi Guiso e Pietro Reichlin

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