Una Leopolda all’insegna della maturità e delle riforme

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, sul palco della Leopolda, Firenze, 26 ottobre 2013. ANSA/ MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

Quest’anno a fare le veci dei “guastafeste” sarà la minoranza interna del partito, che a Roma si riunisce in concomitanza con la kermesse fiorentina

Poche, pochissime ore ci separano dalla sesta edizione della Leopolda. Una Leopolda che nel suo titolo, “Terra degli uomini”, in riferimento a un passo de “Il piccolo Principe”, saprà rivelare nuovamente e ampiamente il suo carattere originario, negli anni sempre più inclusivo: attesi, quindi, non solo gli aficionados della prima ora, ma anche semplici curiosi, simpatizzanti, militanti del Pd e personalità, più o meno abituées della celebre stazione, di quello stesso Pd che ora si ritrova a fare i conti con il giro di boa del mandato legislativo. Ma soprattutto: sarà l’occasione per riscoprire quel senso di comunità e aggregazione che solo l’atmosfera della celebre stazione sa infondere e che non si limita, o perlomeno non si limita più, al perimetro politico di quella che si è concretizzata in una mozione congressuale, la mozione Renzi, appunto. La Leopolda è diventata, negli anni, centro nevralgico di idee, proposte, dibattiti, confronti sempre più estesi ed inclusivi. E rispetto all’anno scorso, tappa significativa nella timeline fiorentina, Renzi dovrà fare i conti con uno scenario, italiano ed europeo, completamente differente.

Se la scorsa edizione era stata la prima con il padrone di casa a vestire contemporaneamente le vesti di segretario e premier, con conseguente trasformazione della stazione da cantiere per un nuovo corso democratico a fucina dell’azione di governo, questa dovrà essere a maggior ragione l’edizione della maturità, l’edizione dei dati a segno più e della tabella delle riforme, da quelle compiute e archiviate a quelle appuntate in agenda. Non solo: i terribili fatti di Parigi dovranno imporre sicuramente una seria riflessione sul senso dell’Europa come unità di popoli e casa degli ideali democratici con conseguente e necessario debutto, nelle discussioni, del tema internazionale, questione già anticipata e rilanciata da Renzi nelle scorse ore in riferimento alla vittoria, in terra transalpina, del Front National; punto, quest ultimo, che, in ottica italiana, pare non intimorire il premier.

E ancora: se l’anno scorso a controbatterne i fasti era stata la manifestazione in piazza San Giovanni della Cgil (con relative dichiarazioni piccate da parte di Davide Serra), quest’anno a fare le veci dei “guastafeste” sarà la minoranza interna del partito, che poco più in là, a Roma, si riunisce, in concomitanza con la kermesse fiorentina. Una minoranza nei confronti della quale, con riferimento alle infauste tempistiche e coincidenze, anche Enrico Rossi ha avuto da ribattere, in un lungo post su Facebook di qualche giorno fa. Lo stesso Rossi che ha messo più volte l’accento sulla sua intenzione a candidarsi al prossimo Congresso, nel 2017, e che ha già anticipato che, per la prima volta, farà la sua visita tra le mura delle celebre stazione. Tutto questo, sicuramente, unitamente alle riflessioni di qualche settimana fa di un compagno di viaggio come Matteo Richetti (secondo il quale il concetto di rottamazione non fosse stato pienamente plasmato alle realtà locali, ndr), dovrà offrire a Renzi un tanto calzante quanto scottante motivo per anticipare le riflessioni congressuali sul partito in sé, nella sua forma e nella sua organizzazione. Un partito che, appunto, nonostante i mal di pancia, approda a Firenze rinforzato e motivato dal successo dell’iniziativa “Italia, coraggio!”, che nel weekend del ponte dell’Immacolata ha visto più di duemila banchetti in tutta Italia, oltre a un’impennata di più di ventimila nuove tessere staccate. Molte dovranno essere le questioni da affrontare, quindi, e sarà importante dettare con lucida lungimiranza e ferma responsabilità l’agenda politica e partitica di quelli che saranno due anni, i prossimi, decisivi. E Renzi, questo weekend, dovrà sfruttare al meglio questo avvio di partita in campo casalingo.

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