Una grande sfida contro la cultura del piagnisteo

Dal giornale
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Il Master plan per il Sud proposto da Renzi è una sfida alta alla cultura del piagnisteo

La proposta avanzata da Matteo Renzi alla Direzione convocata sui problemi del Mezzogiorno di lavorare alla redazione di un Master plan per il suo rilancio in un’ottica nazionale, ha il pregio a nostro avviso da un lato di spiazzare chi pensava a un intervento puramente preferiale del Segretario del partito sui problemi del Sud e, dall’altro, obbliga i governatori meridionali (e non solo loro) a misurarsi nel merito delle soluzioni da avanzare per lo sviluppo socioeconomico dell’Italia meridionale, innestando le loro proposte su quanto il Governo ha già fatto da oltre un anno per la sua economia.

Allora, in un grande Master plan per il rilancio del Sud, posto al servizio dell’intero Paese, quali sono le risorse produttive, tecnologiche, scientifiche e storico-artistiche già disponibili nelle nostre aree meridionali ? Sotto il profilo industriale il manifatturiero che vi si localizza deve: 1) difendere e rilanciare – come sta avvenendo – l’Ilva di Taranto, al servizio della meccanica italiana; 2) riqualificare il grande comparto della raffinazione, esposto alla concorrenza di quello dei Paesi produttori di petrolio; 3) potenziare le reti di trasmissione di un parco di generazione elettrica già imponente e diversificato per fonti, ma spesso sottilizzato per carenze nelle reti di media potenza; 4) rafforzare le filiere dei comparti dell’automotive e dell’aerospazio che hanno proprio nel Sud alcuni capisaldi nazionali in termini di impianti e manodopera impiegata; 5) potenziare l’industria agroalimentare, migliorando i rapporti di fornitura delle materie prime con le grandi associazioni dei produttori. Sotto il profilo turistico, come ha ricordato il Ministro Franceschini nel suo intervento in Direzione, il patrimonio museale e storico architettonico del Sud è imponente e pregiato. Si tratterà di valorizzarlo sino in fondo, non solo con la gestione manageriale dei suoi siti più importanti, ma anche con una commercializzazione che li colleghi in itinerari vendibili dai grandi tour operator internazionali sui mercati mondiali. Chi viene dalla Cina o dagli Stati Uniti deve essere portato in visita dal Museo di Capodimonte al Marta di Taranto, passando per il Museo di Reggio Calabria.

Per le grandi infrastrutture si è discusso dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e dell’alta velocità sino a Reggio e in Sicilia. Per quest’ultima opera tuttavia bisognerà valutare attentamente costi e ricavi, non dimenticando che l’Alta velocità fra Napoli e Milano si è costruita in un bacino di utenza che era il più grande d’Italia sotto il profilo demografico. L’agricoltura è un’altra risorsa pregiata del Sud e in molti contesti territoriali è interessata negli ultimi anni da un forte rilancio grazie anche all’ingresso in tante aziende di giovani, portatori di competenze e di knowhow qualificato. In alcune aree il rilancio dell’agricoltura in zone collinari sta assolvendo anche una funzione di salvaguardia ambientale. La formazione del capitale umano andrà approfondita con i Rettori delle Università meridionali e con i direttori scolastici degli Istituti medi superiori, sapendo però che bisognerà fare analisi accurate sui profili realmente formati nelle Università meridionali e sulla loro effettiva rispondenza alle dinamiche del mercato del lavoro. E se da questa analisi emergesse che vi sono corsi di laurea ormai formatori solo di potenziali disoccupati bisognerà avere il coraggio di sopprimerli, scardinando piccole e grandi baronie. Insomma il Master plan proposto da Renzi è una sfida alta alla cultura del piagnisteo e un invito a misurasi sempre più da vicino con i problemi e le potenzialità di un Sud che è una grande risorsa per il Paese.

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