Una giunta ombra per Napoli

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Valeria Valente (Pd), candidata del centrosinistra a Napoli, durante la conferenza stampa nel suo comitato elettorale, 6 giugno 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

Dopo aver fatto piazza pulita dei disastri e dei loro responsabili, si può ripartire da qui per prepararsi alla sfida tra cinque anni

A Napoli ed in Campania il Pd deve sicuramente rifondarsi nel profondo. La sconfitta alle ultime amministrative dimostra che a Napoli il Pd con il suo 11% non ha più niente da perdere. I capibastone, così importanti negli equilibri interni per il pacchetto di tessere che controllano, poco contano nella città di Napoli. Che serva una rinnovata classe dirigente preparata, onesta, presente sul territorio è sicuramente mandatorio. Ma per fare cosa?

Se i democratici napoletani dovessero avere la forza e l’intelligenza di fare piazza pulita dei disastri e dei loro responsabili politici come spero, avrei una proposta operativa da suggerire su Napoli. La premessa è l’obiettivo da perseguire. Non sto dicendo una cosa banale, poiché l’obiettivo deve essere il governo e lo sviluppo di Napoli, la vivibilità della città, non l’opposizione puramente politica di principio. Il partito deve essere solo lo strumento per ottenere questo.

Allora riprenderei un vecchio strumento dei partito socialdemocratici europei: il governo ombra della città di Napoli. Guidata dal nuovo segretario cittadino, formerei una giunta ombra con assessorati che avranno l’obiettivo di organizzare l’opposizione ad eventuali provvedimenti ritenuti sbagliati dell’amministrazione de Magistris e formulare proposte precise e realizzabili su varie questioni, per dimostrare con i fatti che i democratici non giocano al tanto peggio tanto meglio.

Ci si potrebbe concentrare su 6 dipartimenti, ognuno con un assessore ombra per le seguenti attività: municipalizzate, polizia urbana ed arredo urbano, rifiuti, turismo e cultura, innovazione e sviluppo, legalità. Insomma un sindaco ombra che corrisponderebbe al segretario cittadino, più 6 assessori ombra per prepararsi fra cinque anni (oppure prima, chissà) a governare nuovamente la città.

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