Un traguardo storico

Diritti
unioni-civili

Si tratta di un risultato che le persone Lgbt attendono da decenni, e che solo un anno fa sembrava ancora molto lontano

Un anno fa, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia che ricorre il 17 maggio, ho organizzato la conferenza “Diritti omosessuali. Diversità come valore”, per denunciare le forme di discriminazione che ancora colpiscono le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in ogni parte del mondo, e rilanciare l’impegno dell’Italia verso l’adozione di norme nazionali che riconoscano le unioni tra persone dello stesso sesso, un impegno che il nostro paese ha preso anche di fronte alle Nazioni Unite. Oggi, non posso che esprimere la massima soddisfazione di fronte al raggiungimento di questo obiettivo, con l’ultimo passaggio parlamentare del disegno di legge sulle unioni civili. Si tratta di un risultato che le persone Lgbt attendono da decenni, e che solo un anno fa sembrava ancora molto lontano. Le coppie dello stesso sesso potranno godere di tutele e diritti che sono stati loro negati troppo a lungo: la possibilità di formare un’unione riconosciuta dallo Stato, con tutto quello che ciò comporta in termini di diritti e doveri dei partner, reversibilità della pensione, possibilità di assumere il cognome del partner.

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