Un sindaco leghista in Sicilia? Cose da pazzi

Sud
Sostenitori del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, durante il comizio elettorale a San Giovanni La Punta (Catania), 27 maggio 2015.
ANSA/ORIETTA SCARDINO

A Nissoria (En) il primo cittadino aderisce al movimento di Salvini, dimenticando 25 anni di antimeridionalismo spietato che è venuto da quelle parti

Quando a dicembre dello scorso anno Matteo Salvini con un “chiedo scusa se abbiamo sbagliato” rese nota la nascita dell’ossimorica Lega Nord del Sud – Noi con Salvini – centellinavo un bicchiere di vino da tavola per pranzo. Impenetrabile, pensai subito che in ogni caso l’intero popolo del Mezzogiorno, in un unicum indistinto che prescindesse dall’orientamento politico, sarebbe balzato dalla sedia e avrebbe repulso qualsiasi forma di presenzialismo da parte di chi personalmente e per interposta persona deplora da decenni i meridionali e le loro complessive estrinsecazioni geografiche, politiche e ontologiche.

Da Palermo a Catania, però, Noi con Salvini ha fatto breccia più o meno velocemente. Vuoi per il ricollocamento di vecchi contabili democristiani prima e autonomisti poi, vuoi perché, diciamocelo, alla gente i leaders bellicosi che alternano boati gastrici e parolacce eccitano.

Il movimento in Sicilia si è espanso e ha aperto bottega ove possibile senza particolari rimostranze popolari. Non si può mica essere democratici a convenienza, dunque bene così: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdàmmoce ‘o passato. No? No. E andiamo al dunque.

Vivo a due passi da Nissoria, tremila abitanti, comune della provincia di Enna. Qui il Sindaco ha ufficializzato la sua adesione al movimento di Matteo Salvini rampognando destra e sinistra e schierandosi prioritariamente con gli italiani. “A Nissoria niente clandestini”, ha esordito il primo cittadino leghista, unico nel panorama della Regione siciliana. Che se solo conoscessero il siciliano, i clandestini avrebbero risposto “ma cu ci vò vèniri a Nissoria?”, per chi non lo sapesse un centro in cui i giovani, se possono scappare, scappano. Insomma, un primato di spessore che non passa inosservato. Tant’è che i primi a cogliere con un tripudio il fatto sono stati gli stessi giornalisti filoleghisti, come a dire “cose da pazzi, lo sappiamo, ma la Lega governa un comune in Sicilia”.

A chi vorrebbe far passare questo pezzetto di storia come normale e digeribile, andrebbe fornito il memorandum dei 25 anni di antimeridionalismo spietato, organizzato, strumentalizzato di Salvini e dei satrapi che lo hanno intruppato alla guida della Lega.

Ognuno, in politica e nella vita, è libero di fare le scelte che più reputa opportune. Ma agli importatori di odio settentrionale, non bisogna mai smettere di ripetere il sommo insegnamento di Totò: ‘cca nisciuno è fesso. Sindaco, non so quali siano le reali motivazioni prospettiche della sua scelta di campo, ma questo popolo ha il diritto di non tollerare gli intolleranti. La sua, mi consenta, è stata una scelta di bassa Lega.

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